Turco (Cisl): "Le amministrazioni hanno il dovere di mettere in campo idee e forze per far ripartire il settore delle costruzioni"
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In 6 anni più che dimezzato il numero di lavoratori e di imprese attive.
Fabio Turco (Filca Cisl)

“L’indagine del Sole 24 Ore non fa che confermare quanto ormai diciamo da anni”. Così Fabio Turco, segretario generale di Filca Cisl Lazio Nord nel commentare i dati resi noti dal principale quotidiano economico italiano che indicano come Viterbo sia il capoluogo di provincia più colpito dalla crisi negli ultimi anni.

Una crisi che a Viterbo ha colpito anche il settore dell’edilizia, per il quale c’è stato un impatto “drammatico. In questi sei anni il numero di lavoratori iscritti alla Cassa Edile di Viterbo – spiega Turco – si è più che dimezzato. I dati ufficiali del 2008 parlano di 5328 lavoratori attivi, quelli di inizio 2014 si fermano a 2320. Anno dopo anno, il numero di posti di lavoro persi aumenta. Lo stesso discorso vale per il numero di ore di lavoro svolte: dai 5 milioni del 2008 a circa settecentomila attuali”.

Una situazione che ha portato alla chiusura di molte imprese. Circa il 50% di quelle attive (nel 2008 le imprese registrate in cassa edile  erano 1296, oggi ne sono rimaste appena 682). In questo quadro ad emergere è un dato preoccupante, quello, ovvero, del lavoro nero con una notevole perdita di reddito registrato.Basti pensare – aggiunge Turco – che la massa salariale registrata dalla cassa edile in riferimento al periodo 2007/2008 era di 42.515.200 euro, mentre i dati di fine 2013 parlano di una cifra pari a 5.652.946, con una differenza rispetto all’anno precedente superiore al 21%

Le soluzioni? “Le amministrazioni hanno il dovere di mettere in campo idee e forze per far ripartire il settore delle costruzioni, in quanto è l’unico settore che può rimettere in moto l’economia di questa provincia”.

 

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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