Turchetti: "Garanzia Giovani è stato un enorme flop"
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La Uil di Viterbo diffonde i dati poco incoraggianti del programma ministeriale a un anno e mezzo dal suo inizio

Dopo le proteste di qualche settimana fa di fronte alla sede della Regione Lazio a causa dei ritardi nei pagamenti dei rimborsi di Garanzia Giovani, arrivano i primi dati nazionali forniti dalla Uil Servizio Politiche Territoriali e del Lavoro sull’iniziativa attuata dal Ministero del Lavoro. Dati scoraggianti che mostrano appieno il flop del programma avviato un anno e mezzo fa.

La spesa stanziata per Garanzia Giovani, infatti, ammontava a 769milioni di euro, ma di questi sono stati spesi e rendicontati solamente 200, il 12,9% del totale. Altro dato è quello delle partecipazioni al programma. Nonostante la disoccupazione giovanile abbia raggiunto il picco del 38%, infatti, su una platea di circa 2,4milioni di ragazzi che avrebbero potuto usufruire dell’iniziativa, si sono registrati solamente 955mila, il 39,9%.

 

“Il programma Garanzia Giovani – spiega Giancarlo Turchetti, segretario Uil Viterbo – di durata biennale, è dotato di un finanziamento di 1,5 miliardi di euro tra fondi comunitari e cofinanziamento nazionale. Nello specifico per l’accoglienza e l’orientamento sono stati spesi 13,6 milioni di euro (il 6,9% del totale delle risorse rendicontate); per percorsi di formazione sono stati spesi 51,6 milioni di euro (il 26,3% del totale rendicontato); per azioni di accompagnamento al lavoro 21 milioni di euro (il 10,7% del totale rendicontato); per favorire i contratti di apprendistato 18 mila euro; per i tirocini 80 milioni di euro (il 40,8% del totale rendicontato); per il servizio civile nazionale e regionale 14,6 milioni di euro (il 7,4% del totale rendicontato); per favorire l’autoimpiego e l’autoimprenditorialità 263 mila euro; (lo 0,1% del totale rendicontato); per il bonus occupazionale 14,5 milioni di euro (il 7,4% del totale rendicontato)”.

“Tornando ai dati della partecipazione dei giovani al programma – prosegue il segretario della Uil Viterbo – ne sono stati presi in carico dai servizi per l’impiego soltanto 604 mila (il 63,3% del totale degli iscritti). A 276 mila di essi è stata proposta una misura prevista dal piano (il 28,9% del totale degli iscritti), di cui al 61,6% sono stati avviati a tirocini; il 21,2% sono azioni formative e azioni di accompagnamento al lavoro; il 13,9% sono bonus occupazionali; il 3,1% servizio civile. Per quanto riguarda i dati regionali in Sicilia si sono registrati al programma 164 mila giovani; in Campania 115 mila giovani; in Puglia 77 mila giovani ; nel Lazio 74 mila giovani; in Lombardia 70 mila giovani”.

”Se si analizza il dato delle prese in carico (colloquio e analisi individuale) – sottolinea il segretario confederale Uil, Guglielmo Loy – da parte dei servizi all’impiego, in Sicilia sono oltre 116 mila; in Campania 52 mila; in Lombardia 50 mila; nel Lazio 49 mila; in Emila Romagna 46 mila. Se si prende in considerazione l’incidenza tra il numero degli iscritti con il numero delle prese in carico, in Val d’Aosta tale percentuale è dell’83,1%; in Emila Romagna del 78,1%; in Toscana del 76,8%; in Sardegna del 73,5%; in Sicilia del 70,8%. Incidenza decisamente più bassa in Campania (45%); in Piemonte (49,5%); Calabria (53,4%); nelle Marche (54,9%); in Liguria (55,1%); in Friuli Venezia Giulia (55,3%). L’idea di fondo del Programma Garanzia Giovani – continua Loy – è condivisibilissima, ma le azioni messe in campo dal Governo non hanno, ancora, portato i risultati sperati”.

“Per questo la Uil auspica un deciso cambio di passo per la continuazione del programma con adeguati finanziamenti volti a riqualificare, soprattutto, i Servizi per l’impiego. Inoltre, è fondamentale per la buona riuscita di Garanzia Giovani, che a monte vi siano servizi per l’impiego efficienti ed efficaci e che vi sia il reale coinvolgimento del mondo delle imprese e della scuola”.

“Purtroppo questa scelta non sembra quella messa in campo, fino a oggi, dal Governo Italiano. La spesa e gli investimenti in tema di politiche attive e di potenziamento della rete dei servizi per l’impiego resta insufficiente e, assolutamente, sottodimensionata rispetto alle funzioni che vengono assegnate. Basta pensare – conclude Guglielmo Loy – che le recenti riforme del Lavoro (Jobs Act) impegnano con forza i Centri per l’impiego pubblici a seguire milioni di disoccupati, relazionarsi con centinaia di migliaia di imprese, seguire i ragazzi di Garanzia Giovani, chi sta in Cassa integrazione e coloro che potranno accedere ai programmi contro la povertà. Il tutto senza investimenti in risorse umane (sono solo 8.000 gli operatori in campo) e con strumenti non adeguati in relazione ai vecchi e nuovi compiti assegnati”.

Gli Stati Generali La Fune
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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