Turbolenze nella maggioranza, sempre più insistenti le voci di rimpasto
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Tagliando nell'aria per l'amministrazione di Leonardo Michelini. Il numero uno di Palazzo dei Priori si prepara a entrare nei mesi decisivi della sua guida del Palazzo. Riuscirà a dare risposte alla città o le sue sono state soltanto parole? Certo, per riuscire nell'impresa, ha bisogno di una squadra carica e compatta.

Venti di rimpasto a Palazzo dei Priori. A un anno e mezzo di distanza dall’insediamento per Leonardo Michelini è arrivato il momento della verità, per affrontarlo avrà bisogno di una squadra compatta e più solida di quella vista fino a oggi. Diversi personaggi anonimi e senza idee stanno occupando gli scranni dell’amministrazione e continuare sulla stessa lunghezza d’onda non lascerebbe ben sperare. Tra l’altro, a questa costatazione “amichevole”, si aggiungerebbero situazioni personali complicate e agitazioni dentro le forze della coalizione. Tutto questo movimento dovrà pur produrre qualche cambiamento.

Il “dopo Santa Rosa’, classico spartiacque tutto viterbese, è arrivato e l’amministrazione Michelini entra in una fase della sua storia amministrativa senza più alibi. Il sindaco deve andare avanti, dare sostanza a quanto annunciato in campagna elettorale e trovare le risposte capaci di rimettere sui binari il capoluogo della Tuscia. All’interno della maggioranza dovranno essere affrontate alcune questioni e il tutto dovrebbe consumarsi prima di Natale. E’ su questo scenario che si pone l’azione, sembra vista di buon occhio da più parti, di una rimescolata alla squadra di governo.

Nelle prossime ore vi racconteremo dell’altro.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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