Turbolenze a Palazzo dei Priori, maretta anche con il segretario generale
Arena
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VITERBO - E la notizia arriva a poche ore da un altra mossa indietro, quella del ragioniere capoStefano pizzato. L'erede dello storico Stefano Quintarelli, figura forte e centrale per diverse amministrazioni, non è durato che un pugno di giorni. Per lui un'offerta ritenuta migliore: andare a lavorare per il Comune di Marino, suo luogo d'origine. 

VITERBO – Turbolenze continue dentro la macchina amministrativa di Palazzo dei Priori. Il segretario generale, arrivato da pochissimo, avrebbe posto un aut aut al sindaco su una questione operativa. I rumors si rincorrono tra le stanze di via Ascenzi e la vicenda viene raccontata così: la dottoressa Annalisa Puopolo avrebbe fatto richiesta di una figura di fiducia come propria segretaria, proveniente da altro ente. E la richiesta sarebbe piuttosto perentoria, fino al punto – dicono bene informati – che in caso di non soddisfazione sarebbe pronta a lasciare.

E la notizia arriva a poche ore da un altra mossa indietro, quella del ragioniere capoStefano pizzato. L’erede dello storico Stefano Quintarelli, figura forte e centrale per diverse amministrazioni, non è durato che un pugno di giorni. Per lui un’offerta ritenuta migliore: andare a lavorare per il Comune di Marino, suo luogo d’origine. 

Così la costruzione della macchina amministrativa sta diventando per Arena una sorta di tela di Penelope. Cuce da una parte e si scuce dall’altra. A vuoto anche la mobilità per il comandante dei vigili urbani, si punta al concorso. Con la procedura di mobilità si sono fatti avanti due papabili. Uno poi non si è proprio presentato, l’altro invece ha fatto un passo indietro all’ultimo.

Il due novembre dovrebbe arrivare il nuovo dirigente ai Servizi Sociali, anche se nessuno sembra conoscere ancora il nome. 

 

800 Monastero
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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