Tumori nella Tuscia, Patrizia Frittelli: "Evitare inutili allarmismi, siamo in linea con la media nazionale"
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VITERBO - Il tema è delicato, tanto che bisognerebbe essere profondamente laici e affidarsi ai numeri più che ad altro. E i numeri non raccontano una situazione di crescita esponenziale di tumori in terra di Tuscia.

VITERBO – Il tema è delicato, tanto che bisognerebbe essere profondamente laici e affidarsi ai numeri più che ad altro. E i numeri non raccontano una situazione di crescita esponenziale di tumori in terra di Tuscia.

A stemperare il clima di crescente preoccupazione, dopo un recente intervento stampa del consigliere di opposizione Luisa Ciambella (Pd), interviene in consiglio comunale Patrizia Frittelli. Voce particolarmente autorevole e credibile sull’argomento perché stimato medico. 

La dottoressa è a capo dell’Unità di Chirurgia senologica dell’Ospedale Fatebenefratelli a Roma. “L’incidenza dei tumori nella Tuscia è assolutamente in linea con la media nazionale, anzi, è leggermente inferiore rispetto al centronord”. Queste le parole della dottoressa Frittelli in replica alla richiesta della collega d’opposizione Ciambella di un consiglio comunale straordinario sull’argomento.

 

 

“Volevo rasserenare gli animi – ha precisato Frittelli – a Viterbo non ci sono più casi rispetto ad altre province. Questo lo certifica lo studio del registro provinciale dei tumori”.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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