TUeaMORE lancia la campagna di crowdfunding: per un aiuto ai malati oncologici
Tueamore
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’associazione Tueamore Onlus, nata nel 2016 in seguito alla malattia di Elena Rolfo, che si è accorta come non tutti i cittadini possono usufruire delle strutture d'eccellenza, poiché i costi degli spostamenti e dei soggiorni nei luoghi di cura prescelti dai pazienti spesso sono inaccessibili.

Una campagna di crowdfunding per aiutare i malati oncologici e le loro famiglie. L’associazione Tueamore Onlus, nata nel 2016 in seguito alla malattia di Elena Rolfo, che si è accorta come non tutti i cittadini possono usufruire delle strutture d’eccellenza, poiché i costi degli spostamenti e dei soggiorni nei luoghi di cura prescelti dai pazienti spesso sono inaccessibili. Anche perché le cure oncologiche sono lunghe mesi o anni, oltre che debilitanti. Un fatto questo che rende necessaria la vicinanza delle persone più care.

L’associazione guidata da Ugo Maria Rolfo, Antonello Cherubini, Margherita Moretti e Laura Rolfo, continua nel solco del tracciato lasciato da Elena, rimasta presidentessa onoraria dell’associazione dopo la propria morte. Per sostenere le proprie attività TUeaMORE ciclicamente fa iniziative di solidarietà, ma dal 18 settembre sarà possibile sostenere l’associazione direttamente da casa, con un aiuto da devolvere tramite la piattaforma di Crowdfunding EPPELA.

“In Italia – spiega l’associazione – ogni anno circa 800mila malati si spostano sul territorio nazionale per poter accedere alle migliori cure. Purtroppo i costi da affrontare per vivere distanti da casa sono molto alti e spesso inaccessibili. Per aiutare chi ha bisogno, la Onlus Tueamore avvicina i pazienti oncologici, che devono raggiungere i migliori ospedali per la propria patologia, alle strutture ricettive vicino ai centri d’eccellenza”.

Sono previsti anche delle ricompense per i sostenitori, come ad esempio l’olio di oliva extravergine spremuto a freddo da olive della Tuscia, le magliette dell’associazione e l’opportunità di conoscere i soci fondatori.

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