Trulli: "finanziamenti attribuiti senza nessun filo logico"
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In arrivo le polemiche sull'estate viterbese 2013. Marco Trulli interviene sul mancato finanziamento dell'iniziativa Energie Popolari. "Anche se l'errore è tecnico noi aspettiamo un'assunzione di responsabilità politica a tutela della nostra associazione"
Marco Trulli

Estate viterbese, ecco le attese polemiche. Ad aprire le danze Marco Trulli, presidente provinciale dell’Arci. Certo dopo aver visto la graduatoria pubblicata, non ci voleva Nostradamus per immaginarsi che sarebbe scoppiato il caos. Così è stato perché molti degli accordi presi con le realtà culturali sono stato disattesi. Realtà che hanno investito, pagato collaboratori e firmato contratti. Alla faccia della certezza del rapporto con la Pubblica Amministrazione. E così ad andare su tutte le furie ci sono varie realtà. Tra queste c’è l’Arci, che a giugno 2013 ha organizzato Energie Popolari ed è risultata l’unica iniziativa esclusa.

“Siamo stati esclusi da una graduatoria dalla quale, a detta degli uffici del Comune, non è stato escluso nessuno – ha dichiarato il presidente Marco Trulli – questo testimonia il fatto che le modalità di attribuzione dei finanziamenti non hanno seguito un filo logico. La manifestazione ha chiamato a Viterbo circa 250 delegati dell’associazione nazionale che hanno dormito e mangiato per 4 giorni a Viterbo e la programmazione di spettacoli è stata fitta con tre giorni di eventi a Piazza Unità d’Italia. Per un mero errore tecnico, ci troviamo esclusi da una graduatoria che finanzia anche eventi che non si sono svolti”.

La spiegazione per l’esclusione di Estasiarci è da trovare nella possibile confusione del progetto con quello di Arci Solidarietà Viterbo, attiva ormai da anni e che è un’altra associazione, con un altro codice fiscale, finalità e che aveva un altro progetto.

“Attendiamo chiarimenti dall’Amministrazione – ha aggiunto Trulli – anche se l’errore è tecnico noi aspettiamo un’assunzione di responsabilità politica a tutela della nostra associazione e del nostro agire quotidiano su questo territorio. Concludo dicendo che stiamo parlando dell’Estate viterbese del 2013 e invece dovremmo parlare della programmazione del 2014”.

 

 

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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