Truffa del finto carabiniere ma la vittima non ci cade e lo fa arrestare
carabinieri
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Finisce male per i truffatori. Così il finto carabiniere viene denunciato dai carabinieri veri.

BAGNOREGIO – Tentata truffa “del finto carabiniere” finisce male per i malviventi. Il fatto si è verificato nella giornata di lunedì 27 ottobre a Bagnoregio. Il telefono squilla all’interno di un’abitazione e risponde un cittadino. Dall’altra parte si qualificano come uomini dell’Arma, raccontano al malcapitato che la sua macchina era stata protagonista di una truffa e avrebbe mandato un carabiniere a casa per un confronto”. L’uomo dice di sì, saluta e contatta a sua volta i carabinieri per un riscontro.

A questo punto le cose diventano chiare, si tratta di una truffa. Quando il finto carabiniere arriva in macchina sotto casa della vittima non deve attendere molto prima che arrivino i carabinieri veri, che lo denunciano.

“A nome mio personale e dell’amministrazione comunale rivolgo un sentito grazie al comandante Foti e a tutta la stazione dell’Arma dei Carabinieri di Bagnoregio per l’impegno e la presenza costante e la dedicazione con cui ogni giorno garantiscono la serenità dei nostri cittadini.

Questo episodio dimostra quanto sia fondamentale la fiducia e la collaborazione tra cittadini e forze dell’ordine: segnalare ogni attività o proposta sospetta è un gesto di responsabilità che contribuisce alla tutela di tutti”. Queste le parole del sindaco di Bagnoregio Luca Profili.

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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