Trovato un teatro romano sotto un appartamento nel centro di Viterbo
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Un teatro romano grande come un campo da calcio nel sottosuolo di Viterbo. Il punto d'accesso all'interno di un vecchio appartamento, disabitato da almeno sessanta anni all'interno del centro storico. Precisamente nelle zona prossima a Valle Faul.

Un teatro romano grande come un campo da calcio nel sottosuolo di Viterbo. Il punto d’accesso all’interno di un vecchio appartamento, disabitato da almeno sessanta anni, del centro storico. Precisamente nelle zona prossima a Valle Faul. 

La sensazionale scoperta, nel tardo pomeriggio di ieri, è frutto di un muratore. L’uomo era entrato nell’abitazione perché incaricato dagli attuali proprietari di fare una valutazione sulla sistemazione dell’ambiente per metterlo in vendita. Aprendo una strana porta sul pavimento, trovata spostando un armadio, l’uomo non riusciva a credere ai suoi occhi. 

Scendendo degli scalini e facendosi largo tra polvere e ragnatele ha scoperto un anfiteatro, in buono stato di conservazione. L’uomo ha prontamente segnalato il ritrovamento alle autorità competenti. Subito gli esperti della Soprintendenza l’hanno datato intorno al primo secolo avanti Cristo. Nelle prossime ore tutti gli aggiornamenti e le immagini. 

Buon pesce d’aprile!

 

 

 

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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