Troppo arsenico nell'acqua di mezza Viterbo. La Asl impiega 4 giorni per dirlo al Comune e fare scattare l'ordinanza di non potabilità
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"Ho chiesto formalmente alla Asl di Viterbo di provvedere con maggiore sollecitudine alla trasmissione dei dati al Comune, e a Talete, in maniera da adottare nell’immediato i provvedimenti del caso a tutela della salute della popolazione interessata". Così la sindaca Frontini.

VITERBO – Arsenico nell’acqua al di sopra del valore consentito nelle zone alimentate dalla rete idrica Monte Jugo. A seguito dell’odierna comunicazione Asl al Comune di Viterbo e al gestore del servizio idrico Talete (acquisita al protocollo del Comune in data 12 maggio 2025), all’esito della nota Arpa Lazio dello scorso 8 maggio, recante la non conformità del parametro arsenico, rilevato attraverso analisi chimiche eseguite in data 5 maggio 2025 dalla stessa Arpa Lazio nel punto di prelievo fontana pubblica piazza Re Gustavo, è stata firmata l’ordinanza sindacale con la quale si vieta il consumo dell’acqua per usi alimentari, erogata tramite pubblico acquedotto, relativamente alle zone alimentate dalla rete idrica Monte Jugo, ovvero Poggino, Riello, Tuscanese, Bagni, Pilastro, strada Freddano, centro storico (parte), Pianoscarano, Paradosso, via Valle Cupa, via San Pellegrino, via Cardinal La Fontaine, via Chigi, via Orologio Vecchio, via Mazzini, viale R. Capocci, via della Caserma, via del Paradiso, Ellera, via Gorizia, via Dalmazia, via Venezia Giulia, via Benedetto Menni, viale Trento, zona Villanova, strada Teverina, strada Santissimo Salvatore, zona artigiana strada Teverina, strada Pozzo Ranieri e Santa Barbara.

In tali zone “l’utilizzo dell’acqua deve essere limitato a usi in impianti tecnologici e per igiene domestica”.
La società Talete, in qualità di gestore del servizio idrico integrato nell’ATO 1 Viterbo, nel rispetto di quanto specificato nell’odierna nota Asl, dovrà adottare, nel più breve tempo possibile, i correttivi necessari a riportare il parametro arsenico nei limiti di legge, al fine di erogare acqua conforme ai requisiti qualitativi previsti dalla vigente normativa.

“Alla luce di quanto è emerso dalle analisi effettuate da Arpa Lazio e a seguito dell’odierna comunicazione Asl – spiega la sindaca Frontini – ho emanato apposita ordinanza di non potabilità nelle zone servite dal serbatoio Monte Jugo. Allo stesso tempo, ho chiesto formalmente alla Asl di Viterbo di provvedere con maggiore sollecitudine alla trasmissione dei dati al Comune, e a Talete, in maniera da adottare nell’immediato i provvedimenti del caso a tutela della salute della popolazione interessata. Ricordo che i risultati delle analisi chimiche – effettuate da Arpa Lazio lo scorso 5 maggio e trasmessi dalla stessa Arpa Lazio in data 8 maggio alla Asl, sono stati notificati solo oggi al nostro protocollo generale”.

L’ordinanza sindacale firmata oggi 12 maggio 2025 sarà consultabile nelle prossime ore sulla home page e all’albo pretorio del sito istituzionale www.comune.viterbo.it (non più tardi delle 9,00 di domani), insieme alla mappa generale con indicate le zone servite dalle varie reti idriche, tra cui il serbatoio Monte Jugo. Non appena i valori torneranno nella norma ne verrà data immediata comunicazione alla popolazione.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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