Troncarelli ha perso 605 voti dal primo turno al ballottaggio. Non ha funzionato né l'apparato né la comunicazione
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VITERBO - Non solo non è riuscita a crescere, a "spanciare", che sarebbe stata l'unica strada per tentare la vittoria ma addirittura ha perso terreno. Un fatto che sicuramente farà aprire un'analisi interna sul voto perché è evidente che qualcuno del gruppo ristretto non ha fatto esattamente il proprio lavoro. 

VITERBO – L’analisi del voto di ballottaggio fa balzare agli occhi un fatto davvero interessante: Alessandra Troncarelli ha perso 605 voti rispetto al primo turno in questa fase di ballottaggio. 

Non solo non è riuscita a crescere, a “spanciare”, che sarebbe stata l’unica strada per tentare la vittoria, ma addirittura ha perso terreno. Un fatto che sicuramente farà aprire un’analisi interna sul voto perché è evidente che qualcuno del gruppo ristretto non ha fatto esattamente il proprio lavoro. 

Così come non ha fatto il suo lavoro la comunicazione della candidata che non è riuscita a modificare un’opinione in quindici giorni. L’apparato partito non ha funzionato come avrebbe dovuto, andando in caduta nella seconda fase, e la comunicazione sostanzialmente non è esistita o addirittura si potrebbe azzardare e parlare di una comunicazione controproducente. 

In una situazione in cui Frontini è cresciuta di circa 7mila voti in quindici giorni il risultato di Troncarelli sembra incredibile. Anche perché 7mila voti sarebbero la somma di Allegrini più Ciambella ma difficile immaginare un confluire in blocco di tutti quegli elettori del primo turno su Frontini al secondo. 

Eppure Troncarelli si presentava con il vento in poppa e le carte in regola. Una sconfitta che sarà oggetto di attente valutazioni nei prossimi giorni. 

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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