Troili: “Torno in consiglio, rimango in piedi, solo se in bilancio ci sono risorse per Bagnaia”
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"C'è bisogno di prospettive concrete. Tornerò in consiglio se dimostreranno di aver capito questo concetto e seguirò tutte le sedute in piedi perché simbolicamente la sedia l'ho bruciata sul Focarone”, ipse dixit Arduino Troili.

E’ di fatto nato un nuovo partito territoriale, il “Partito di Bagnaia”. Un’idea in linea con i tempi e con la più cruda realpolitik. Il ragionamento di base è essenziale: “concentrarsi su un ex Comune per ottenere da Palazzo dei Priori risultati, oppure scegliere la strada dell’Aventino per sottolineare un problema reale. Quello di un centro onnivoro che tratta il resto come una realtà di serie B”. Così è se vi pare, o almeno così è se si guardano i fatti viterbesi dal punto di vista di un bagnaiolo doc. A incarnare questo spirito di rottura è Arduino Troili. Uno dei sette, l’unico a non rimettere più piede in consiglio da dicembre.

E’ determinato nella sua azione politica. E la sua assenza non è strampalata e morettiana voglia di protagonismo ma essenza territoriale. Si può essere non d’accordo, si può anche deriderlo ma Troili sta dimostrando di avere un senso, una dimensione di consigliere eletto a tutela degli interessi della città ma anche di un luogo. E’ avvelenato Troili per la poca attenzione mostrata dall’amministrazione Michelini, che a onor del vero è la stessa scarsa attenzione di chi lo ha preceduto.

Troili, ma quando torna in consiglio comunale?

“Forse tornerò per il bilancio preventivo 2016, ma solo se avrò modo di riscontrare un impegno serio per Bagnaia”.

Cosa intende?

“Soldi per finanziare interventi sul borgo. Occorre mettere in piedi un sistema paese capace di strutturare un’accoglienza turistica costruita intorno a Villa Lante. E’ assurdo che un simile gioiello non sia stato ancora valorizzato ed è una progettualità, una visione in capo al Comune di Viterbo. Non ci sono alibi”.

Ha mai visto Villa d’Este a Tivoli?

“Certo, conosco bene la realtà di Tivoli. Lì con il turismo hanno costruito ricchezza e posti di lavoro. Ci siamo andati diverse volte con tanti bagnaioli. Il paradosso è che Villa Lante è più bella ma non frutta. Il Comune di Viterbo ha dormito per troppi anni, è ora di dare un segnale e invertire questa tendenza”.

Ha visto quanti soldi fanno solo con il parcheggio?

“Solo con quelli ci si potrebbero fare tante cose. Intanto però cominciamo col dire che i soldi della tassa di soggiorno, 180mila euro circa, dovrebbero essere spesi in parte per Bagnaia e per valorizzare intorno a Villa Lante. Abbiamo le montagne intorno a Bagnaia tutte di proprietà comunale. Tutto inutilizzato. Possibile che non si partorisce un’idea per mettere a reddito questa ricchezza che abbiamo? Un luogo dove si può insegnare alle arrampicate, per i campeggiatori e tante cose altre cose possibili. Però fino ad adesso poche idee e pochi quatrini”.

Il problema però ha radici antiche, non è giusto dare la colpa a Michelini …

“La verità è che qui si pensa sempre alla prossima campagna elettorale, mai alle prospettive della città e degli ex comuni. Si pensa a conquistare qualche voto, qualche simpatia. C’è bisogno di prospettive concrete. Tornerò in consiglio se dimostreranno di aver capito questo concetto e seguirò tutte le sedute in piedi perché simbolicamente la sedia l’ho bruciata sul Focarone”.

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