Troili: “Stiamo lavorando per aprire la Torre di Bagnaia”
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La Torre di Bagnaia rispetto a quella di Viterbo, sarebbe già di fatto agibile. I lavori da fare sarebbero semplici. “Di tempo non ce ne vorrà tanto, per i soldi non lo so, ma bisogna trovare qualche artigiano serio”.

“Stiamo lavorando per aprire la Torre di Bagnaia”. Un po’ simbolo di una lotta per la dignità delle frazioni, un po’ simbolo della vittoria su Viva Viterbo, la riapertura della Torre è diventata un impegno concreto per Arduino Troili. Il consigliere bagnaiolo dopo aver sottolineato, qualche settimana fa in Consiglio comunale, la possibilità di investire pochi soldi per riaprire la torre di Bagnaia anziché quella di Viterbo, la cui partita sembra essere molto più complicata, torna a parlarne.

Proprio qualche giorno fa è stato fatto un sopralluogo. “Ci stiamo lavorando seriamente – ha detto – c’è il progetto di un architetto romano che ce lo ha donato e la soprintendenza ha già detto sì, mentre il sindaco Michelini l’ha messa tra le priorità”.

La Torre di Bagnaia rispetto a quella di Viterbo, sarebbe già di fatto agibile. I lavori da fare sarebbero semplici. “Di tempo non ce ne vorrà tanto, per i soldi non lo so, ma bisogna trovare qualche artigiano serio”.

La battuta di Troili, che in Consiglio aveva lanciato la provocazione in chiave anti Viva Viterbo, rischia di diventare realtà. Un vessillo per ricordare che alla fine “hanno vinto” i consiglieri ostili a Filippo Rossi e Maria Rita De Alexandris e che alla fine Bagnaia avrebbe riottenuto un po’ di dignità nel confronto con Viterbo città.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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