“Tridico ci insulta? Chieda scusa e si dimetta”

VITERBO - Paolo Bianchini (Movimento imprese e ospitalità) dopo le dichiarazioni del presidente dell'Inps.
VITERBO – Paolo Bianchini interviene duramente dopo le dichiarazioni del presidente dell’inps Tridico, il quale, nei giorni scorsi, aveva affermato: “Certi imprenditori sono pigri e opportunisti, per questo non riaprono: tanto c’è lo Stato”.
“Come se non bastassero le prese in giro del governo e le vuote promesse di Conte, adesso arrivano anche gli insulti del presidente dell’Inps, che, per mascherare la sua inadeguatezza, attacca i commercianti.
Tridico chieda immediatamente scusa a tutti gli operatori, massacrati dalla sua incapacità, oltre che dall’emergenza coronavirus, e si dimetta al più presto.
Gli italiani gliene saranno grati”.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Le più avanzate soluzioni tecnologiche oggi ci mettono a disposizione pacemaker e persino cuori artificiali, braccia e gambe meccanici che sopperiscono ad un handicap fisico, chip sottocutanei per pagare con il pos e aprire porte e siamo sulla buona strada per restituire la vista ai non vedenti ...
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
di Roberto Pomi
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
di Roberto Pomi


















