Treta: "Veti su Tofani anacronistici, il Pd deve ancora decidere cosa fare"
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Il nome è quello di Maurizio Tofani, indicato al sindaco già l’estate scorsa ma bloccato da quasi un anno dai veti del Partito Democratico. Veti che ancora resistono, anche se sembrano più deboli di quel che ci si potesse aspettare.

“Il nome del nostro nuovo assessore è chiaro, è il Pd che deve decidere che fare”. Livio Treta chiarisce la posizione dei Moderati e Riformisti, i civici della squadra di Governo, in merito al prossimo rimpasto rimandando al mittente i veti posti da parte del Pd. “Che c’è un ottavo assessore da fare – dice Treta – e noi abbiamo un nome”

Il nome è quello di Maurizio Tofani, indicato al sindaco già l’estate scorsa ma bloccato da quasi un anno dai veti del Partito Democratico. Veti che ancora resistono, anche se sembrano più deboli di quel che ci si potesse aspettare. “Ci sono i veti di una piccola parte del Partito Democratico, ma la maggioranza del Pd più tutti i civici sono d’accordo e valgono il 90% della coalizione, quindi non ci saranno problemi”. La logica di Treta è chiara: i civici non decidono nulla in casa Pd e i democratico non devono permettersi di guardare in casa civica. “Non si possono ‘vetare’ tutti – aggiunge Treta – sarebbe una follia”.

La nomina di Tofani dunque non sarebbe in bilico, nonostante Serra abbia ribadito la sua contrarietà (qui). Anche se non si procede, perché? “Il problema è nel Partito Democratico – spiega – che non ha idea di cosa fare con i propri assessori. Hanno un ventaglio di possibilità ampio. Possono sostituirne uno o due. Oppure nessuno. Poi se li cambiano li prendono interni o esterni? Insomma bisogna aspettare il Pd”.

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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