
LA FUNE NON DIMENTICA – Trentuno anni fa il massacro di Tienanmen. L’anniversario cade mentre su Hong Kong si combatte di nuovo per i diritti civili dopo l’imposizione di Pechino di una legge sulla sicurezza. L’Ue chiede che Hong Kong e Macao possano commemorare le vittime di Tienanmen. La Cina avverte Londra di evitare interferenze, ma il premier Johnson replica evocando la possibilità di concedere visti facilitati per il Regno ai 2,85 milioni di cittadini della ex colonia.
COSA SUCCESSE NEL 1989. Le proteste di studenti, intellettuali, operai, per avere riforme democratiche, andavano avanti da metà aprile a Pechino, con sit in in piazza Tienanmen. Nella notte tra il 3 e il 4 giugno 1989 i carrarmati dell’esercito, su ordine del governo, spararono sulla folla in piazza. Emblematica la foto dello studente che da solo e disarmato si mise davanti ai carrarmati per fermarli e fu poi ucciso.
La repressione delle proteste causò molti morti e arresti, non si conosce neppure il numero preciso, ma diede slancio ad altre rivoluzioni, contro i regimi dell’URSS e degli altri Stati del Blocco orientale (stati-satelliti) che avrebbero portato alla caduta del muro di Berlino (quindi anche del Blocco orientale) e alla dissoluzione dell’Unione Sovietica, evento che segna ufficialmente la fine della guerra fredda, avvenuta nel 1991.


















