Treni regionali sulla linea lenta a Orte, Panunzi: "Sarebbero danneggiati studenti e lavoratori"
Foto Enrico Panunzi Viterbo
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"Si tratta di una scelta sbagliata, che colpirebbe in modo insostenibile il nostro territorio: oltre a danneggiare studenti e lavoratori che ogni giorno si spostano tra Lazio, Toscana e Umbria, si rischia di vanificare gli ingenti investimenti pubblici fatti per l’acquisto di nuovi treni regionali progettati proprio per la Direttissima. Treni che, senza le tracce orarie garantite, non potrebbero nemmeno essere utilizzati come previsto".

ROMA – “Ho presentato un’interrogazione urgente al presidente del Consiglio regionale del Lazio, Antonello Aurigemma, per chiedere chiarezza su una questione che rischia di avere un impatto gravissimo sulla vita quotidiana di migliaia di viaggiatori, pendolari, studenti e lavoratori: l’esclusione dei treni regionali dalla linea Direttissima Roma-Firenze a partire dal 1° gennaio 2026 – con l’ipotesi, addirittura, di un anticipo a dicembre 2025”. Così Enrico Panunzi, vicepresidente del Consiglio regionale del Lazio.

“La decisione – continua Panunzi – deriva dall’applicazione della Delibera n. 178/2024 dell’Autorità di Regolazione dei Trasporti e dal Prospetto Informativo della Rete 2026 presentato da RFI. In concreto, queste disposizioni eliminano la deroga che oggi consente ai treni regionali di viaggiare sulla Direttissima anche a 160 km/h, imponendo un limite minimo di 200 km/h. Il risultato? I treni regionali non potranno più accedere alla linea veloce, venendo dirottati sulla linea lenta, con tempi di percorrenza notevolmente aumentati.

Si tratta di una scelta sbagliata, che colpirebbe in modo insostenibile il nostro territorio: oltre a danneggiare studenti e lavoratori che ogni giorno si spostano tra Lazio, Toscana e Umbria, si rischia di vanificare gli ingenti investimenti pubblici fatti per l’acquisto di nuovi treni regionali progettati proprio per la Direttissima. Treni che, senza le tracce orarie garantite, non potrebbero nemmeno essere utilizzati come previsto.

Una preoccupazione condivisa anche dagli assessori regionali ai Trasporti di Lazio, Toscana e Umbria – Ghera, Baccelli e De Rebotti – che in una nota congiunta inviata il 26 giugno a RFI, ART, MIT e alla Conferenza delle Regioni, hanno sottolineato come l’applicazione delle nuove regole metterebbe a rischio gli equilibri economico-finanziari dei Contratti di Servizio, vanificherebbe la programmazione condivisa con RFI e penalizzerebbe fortemente i servizi pubblici regionali a favore dell’alta velocità. Nella stessa nota è stata chiesta con forza una sospensione immediata delle nuove prescrizioni e l’apertura urgente di un tavolo tecnico-politico con tutte le istituzioni coinvolte.

Per questo, insieme ai colleghi Mario Ciarla, Emanuela Droghei, Daniele Leodori, Michela Califano e Sara Battisti, chiedo al presidente Rocca e all’assessore Ghera quali azioni concrete stiano mettendo in campo per evitare tutto questo. Dobbiamo dare risposte chiare e tempestive a chi ogni giorno si affida al servizio pubblico per studiare, lavorare, vivere”.


Benedetti (Pd): “Sindaci della Tuscia preoccupati dell’impatto di questa scelta”

A rilanciare la questione il segretario provinciale Pd Emanuela Benedetti: “Da mesi ormai i pendolari in partenza dalla stazione ferroviaria di Orte, vivono una serie di disagi dovuti ai lavori infrastrutturali che insistono su questa linea fondamentale per i collegamenti non solo della Tuscia ma anche dell’Italia centrale.

Il termine dei lavori previsto inizialmente a marzo, rimandato poi a fine maggio, ancora non si vede e, ad oggi, i disagi continuano, causando ritardi, cancellazioni, cambi di orario e di tratta. Ciò che doveva essere una difficoltà a termine è diventato una difficoltà strutturale a discapito
della vita di tanti lavoratori e studenti che ogni giorno usufruiscono del servizio ferroviario.

A seguito della Delibera 178/2024 dell’Autorità di Regolazione dei Trasporti e dal Prospetto Informativo della Rete 2026 presentato da RFI, i treni regionali rischiano di non poter più viaggiare sulla linea veloce, facendo fare un balzo indietro di decenni alle condizioni di viaggio dei pendolari, che verrebbero dirottati sulla linea lenta.

Questa preoccupazione ha portato numerosi sindaci della nostra provincia a sollecitare, tramite una lettera, le istituzioni interessate, Regione e Ministero dei Trasporti, e la stessa società di Trenitalia.

Per questo, riteniamo fondamentale l’azione intrapresa dal Vicepresidente del Consiglio regionale del Lazio Enrico Panunzi e lo ringraziamo non solo per aver seguito la questione fin dall’inizio, ma per aver chiesto chiarezza presentando proprio oggi, un’interrogazione scritta indirizzata al Presidente del Consiglio Regionale del Lazio, Antonello Aurigemma, affinché si sospendano immediatamente le prescrizioni derivanti dalla Delibera 178/2024 e si possa aprire urgentemente un tavolo di confronto istituzionale.

Il territorio ed i cittadini si tutelano con azioni concrete come, anche in questo caso, Enrico Panunzi ha dimostrato”.

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
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“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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