Treni Orte-Roma più lenti e più costosi: dal primo luglio è aumentato "il Birg" e occorre un'ora per arrivare
pendolari (1) (1)
aiac_banner_02
Lavoratori, studenti, persone che si spostano per problemi di salute, pagano sia in termini economici che di disservizi un biglietto che è diventato ormai fin troppo insostenibile.

ORTE – Viaggio più lungo in treno? Paghi di più. Sembrerebbe non fare una piega. Peccato che sulla tratta Orte-Roma a essere più lungo non sia, ovviamente, il tragitto bensì il tempo che ogni giorno i pendolari impiegano per fare la spola tra le due stazioni.

Un aumento di biglietto, il “mitico” Birg, e di tempistiche che sta colpendo duramente chi ogni giorno deve viaggiare verso la capitale, per poi tornare a casa. Dal Comitato Pendolari Orte e dal Comitato Pendolari Teverina non ci stanno e cercano di evidenziare quello che è un vero e proprio  scandalo.

“Nella giornata del primo luglio è aumentato il costo del BIRG (biglietto integrato regionale giornaliero Lazio) – scrivono i comitati in una nota -. Questo nonostante i lavori di ammodernamento della linea DD non siano ancora ultimati, nonostante i disagi continuino a permanere (ritardi, dirottamento in linea lenta, cancellazioni e treni sovraffollati), nonostante i lavori in corso sulla Orte- Viterbo costringano al cambio con il bus sostitutivo ad Orte.

Chi deve raggiungere Roma in questo periodo sovente impiega da Orte oltre un’ora di tempo, quando fino a dicembre 2024 ne impiegava 35-40 minuti. Da Viterbo, poi, la distanza con Roma si può misurare in ore e non più in 80 chilometri. Quindi a fronte di un servizio notevolmente peggiorato, registriamo un aumento del prezzo del titolo di viaggio. Siamo esterrefatti.

In vista poi del possibile instradamento in linea lenta di tutti i convogli da e per Roma a gennaio 2026, tale aumento risulta ancora più immotivato. Lavoratori, studenti, persone che si spostano per problemi di salute, pagano sia in termini economici che di disservizi un biglietto che è diventato ormai fin troppo insostenibile”.

aiac_banner_02
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

ance
CAMCOMRIVT-banner-web-300x150
400 Confartigianato
CNA 300x300
Fune 300x300
monastero interno
POST FB 01
TdP_Inalazioni
aiac_banner_01
Foto Fisioterapy Center
Onda
domenicale post
asvis 2
lafune_300 x 600
Masicar300x300-optimize
Jeep_Compass_apex_300x300_200