Trekking nei boschi, torna il cammino di speranza "da croce a croce"
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L’escursione consiste in una traversata da Canepina alla cima del Monte Palanzana, passando per il Monte Pizzo e attraversando boschi e aree di notevole interesse naturalistico.

CANEPINA – È in programma domenica 14 settembre a Canepina la seconda edizione dell’escursione “Tuteliamo il paesaggio vivendolo. Cammino di speranza da croce a croce”, promossa da Comune di Canepina, Provincia di Viterbo, CAI – Club Alpino Italiano sezione di Viterbo, Pro Loco Canepina, Canepina Nascosta APS, Archeotuscia, Comitato Festeggiamenti Santa Corona 2025-2026, Parrocchia Collegiata Santa Maria Assunta Canepina.

L’escursione consiste in una traversata da Canepina alla cima del Monte Palanzana, passando per il Monte Pizzo e attraversando boschi e aree di notevole interesse naturalistico. Dopo la partenza da Piazza Marconi a Canepina, si prende il sentiero che porta alla chiesetta di Santa Corona e quindi al Monte Pizzo, da cui lo sguardo si apre sulla valle verso Roma. Si prosegue fino a prendere il sentiero CAI numero 14 che sale fino ai boschi della Comunità Montana dei Cimini.

Si intercetta quindi il Cammino Tuscia 103 per poi imboccare il Sentiero Giuseppe Lupattelli fino al Monte Palanzana, da cui la vista spazia su Viterbo e sul Lago di Bolsena in lontananza. Si scende fino al parcheggio del “meleto” da cui si riprendono le auto alla volta di Canepina. In paese è in programma il pranzo presso la Cantina di Santa Corona a base di “maccaroni” canepinesi. Per i partecipanti, inoltre, visita gratuita al Museo delle Tradizioni Popolari e alla Chiesa di San Michele Arcangelo, i cui affreschi sono stati recentemente restaurati dalla Soprintendenza.

Appuntamento a Canepina alle ore 8.00. Categoria: Escursionismo. Difficoltà: E. Mezzo di trasporto: auto private. Dislivello in salita: 450 metri circa. Sviluppo planare: 12 km circa. Tempo stimato di percorrenza: 5 ore (soste escluse). Attrezzatura obbligatoria: scarponi da trekking alti alla caviglia. Attrezzatura consigliata: bastoncini da trekking. Accompagnatori: Alessandro Selbmann, Stefania Di Blasi, Margherita Fanelli. Prenotazione obbligatoria. Per info e modalità di partecipazione: 327.7566476.

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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