Tre settimane di Ombre Festival nel centro storico di Viterbo

VITERBO - Tra i nomi attesi quello di Vinicio Marchioni, il conduttore di Report Sigfrido Ranucci, Giuseppe Cruciani, il generale Roberto Vannacci, Alessandra Mussolini, Serena Bortone, il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi, Walter Veltroni, Nicola Gratteri.
VITERBO – Tre settimane, dal 26 giugno al 14 luglio, Ombre Festival animerà con una serie di incontri l’estate viterbese nel centro storico.
Tra i nomi attesi quello di Vinicio Marchioni, il conduttore di Report Sigfrido Ranucci, Giuseppe Cruciani, il generale Roberto Vannacci, Alessandra Mussolini, Serena Bortone, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, Walter Veltroni, Nicola Gratteri.
All’interno del cartellone non solo dibattiti e presentazione di libri ma anche teatro e musica. Piazza San Lorenzo, piazza del Gesù, piazza della Repubblica e piazza San Faustino sono le location che saranno animate dal Festival.
“Volgi il viso al sole e le ombre cadranno alle tue spalle”, questo il claim scelto per l’edizione 2024.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
di Roberto Pomi
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
di Roberto Pomi
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.


















