
di Francesco Moretti
In attesa che i famosi “superbonus” e le ristrutturazioni “a gratis” promesse in primavera urbi et orbi dal Presidente del Consiglio facciano effetto, si propongono tre idee per il rilancio dell’ edilizia. Sono idee che servono, non dico per risollevare l’intero compartimento, ma quantomeno per agevolare una ripartenza in seguito all’ emergenza COVID 19.
Tali suggestioni sono frutto dell’esperienza di un architetto libero professionista maturata sul campo, stando a stretto contatto con committenze, comuni, soprintendenze, geni civili e maestranze. Partiamo.
PROPOSTA 1
Un primo incentivo all’ edilizia può essere dato attraverso una revisione dei cosiddetti “oneri concessori”. Spesso molte famiglie, in costruzioni di prime case o in ristrutturazioni di vecchie abitazioni si ritrovano ad affrontare spese per oneri di urbanizzazione primaria e secondaria per migliaia e migliaia di euro.
Personalmente, credo che chi si costruisce la prima casa o investe nella ristrutturazione di un vecchio casale diruto vada premiato e non vessato con un onere concessorio da anticipare al comune di cui mai si avrà riscontro tangibile soprattutto per quanto riguarda zone già urbanizzate o addirittura agricole. Ripeto: parliamo di cifre importanti e che possono spaventare. Non sarebbe più opportuno sospendere in questo momento gli oneri concessori, frutto di
una politica urbanistica ormai obsoleta degli anni ’70, ed impegnare magari i committenti ad utilizzare tale cifra in materiali energeticamente più performanti o in soluzioni architettoniche più compatibili con il contesto paesaggistico italiano rimettendo così i soldi in circolo all’interno di quello che è il mercato dell’edilizia?
PROPOSTA 2
Un secondo incentivo ad una ripartenza dell’edilizia può essere dato dalla “certezza dei tempi di approvazione” dei vari nulla osta necessari per iniziare un qualsiasi intervento edilizio. Non dico che le istituzioni preposte non debbano controllare ma mi aspetto che almeno lo facciano nei tempi previsti dalla legge.
Perché non prevedere per determinati nulla osta utili all’inizio dei lavori lo strumento del “silenzio assenso”?
Si agevolerebbe il lavoro di molte pubbliche amministrazioni e si potrebbero così avere tempi più celeri nel cantierizzare molte emergenze!
PROPOSTA 3
La terza ed ultima proposta è la più ambiziosa e controversa. In Italia (ed in particolare nella nostra Tuscia) abbiamo un grosso problema che si chiama “abusivismo edilizio”.
Non parlo di ecomostri o spiagge cementificate! Parlo di chi ha costruito 10 mq in più di casa o di chi ha fatto il tetto più alto di 1 metro e che ad oggi si ritrova con il proprio fabbricato invendibile per via di un abuso che non
consente neanche di poter accedere ad un mutuo.
È un problema reale questo che va affrontato con serietà dalla politica perché rischiamo di lasciare un fardello burocratico e giuridico ai nostri figli e vista la situazione non possiamo permettercelo. Forse è arrivato il momento di parlare di un nuovo condono, serio e ben strutturato che consenta di sanare determinate situazioni e soprattutto di riempire le casse dell’erario! Rimane infine da fare un ultimo ragionamento sulle opere pubbliche e sulla loro innegabile necessità ed utilità ma prima di “correre” è forse più opportuno imparare a “camminare”.


















