Tre milioni per le scuole della Tuscia. Nocchi: “Finalmente torniamo a investire”
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VITERBO - “Finalmente torniamo a investire sulla sicurezza nelle scuole – esulta il presidente della Provincia Pietro Nocchi - grazie alla possibilità di fare una programmazione pluriennale, che ci ha consentito di sbloccare i mutui e grazie alla progettazione elaborata. Ma questo è solo l’inizio: stiamo effettuando una ricognizione generale e contiamo arrivino altri fondi”.

VITERBO – La Provincia di Viterbo stanzia 3 milioni di investimenti a sostegno delle infrastrutture scolastiche. L’obbiettivo è quello di avviare un percorso che porti la Tuscia verso la risoluzione delle problematiche legate alla fatiscenza delle scuole. Sul versante dell’offerta formativa: da settembre del prossimo anno, nella provincia aumenterà il numero degli indirizzi scolastici in ben 5 istituti.

“Finalmente torniamo a investire sulla sicurezza nelle scuole – esulta il presidente della Provincia Pietro Nocchi – grazie alla possibilità di fare una programmazione pluriennale, che ci ha consentito di sbloccare i mutui e grazie alla progettazione elaborata. Ma questo è solo l’inizio: stiamo effettuando una ricognizione generale e contiamo arrivino altri fondi”.

Nocchi aveva preso precedentemente l’impegno nel tornare ad investire sull’infrastruttura scolastica. La promessa era arrivata su pressione degli studenti scesi in piazza lo scorso 16 novembre per chiedere maggiori investimenti finalizzati alla manutenzione delle scuole.

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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