Tre milioni e mezzo di euro per restauri e valorizzazione delle necropoli e dei musei del Viterbese
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VITERBO - “Esprimo grande apprezzamento per l’approvazione, da parte del ministero della Cultura, del Fondo per la tutela del patrimonio culturale per il triennio 2025-2027, che destina 3.452.780 euro alla provincia di Viterbo”. Così, il deputato Mauro Rotelli, presidente della Commissione Ambiente, Territorio e Lavori pubblici della Camera.

ROMA – 725mila euro per l’adeguamento impiantistico e la ristrutturazione delle aree archeologiche Poggio Moscini e Gran Carro a Bolsena. 800mila euro per l’adeguamento strutturale del Museo archeologico dell’Agro Falisco e Forte Sangallo a Civita Castellana. 600mila euro per la manutenzione programmata del Museo Archeologico nazionale a Tuscania. 242mila euro per la messa in sicurezza e la valorizzazione del Parco archeologico di Cerveteri e la necropoli dei Monterozzi a Tarquinia. 950mila euro, infine, sono destinati al restauro e alla valorizzazione della Tomba Lattanzi-Necropoli di Norchia. Per l’Archivio di Stato di Viterbo sono stati stanziati 135.780 euro per il restauro delle mappe e dei registri del catasto gregoriano e il censimento della documentazione farnesiana dell’Archivio di Stato. La somma di tutto questo fa tre milioni e mezzo di euro che il Ministero della Cultura ha messo sul tavolo per la tutela del patrimonio culturale del Viterbese.

“Esprimo grande apprezzamento per l’approvazione, da parte del ministero della Cultura, del Fondo per la tutela del patrimonio culturale per il triennio 2025-2027, che destina 3.452.780 euro alla provincia di Viterbo”. Così, il deputato Mauro Rotelli, presidente della Commissione Ambiente, Territorio e Lavori pubblici della Camera.

“Si tratta di risorse importantissime per il nostro territorio – prosegue il deputato – che garantiranno tutela e valorizzazione al prezioso patrimonio culturale della Tuscia. Ringrazio il ministro Alessandro Giuli per l’interesse e l’attenzione riservata, ancora una volta, alla provincia di Viterbo”.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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