Tre antenne del telefono in un raggio di 500 metri, problema al Barco-Murialdo
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Tutti i cittadini della zona potrebbero attivarsi in comitato e far sentire la propria voce a chi ha in mano le redini di Palazzo dei Priori ed è chiamato a tutelare il territorio e chi lo abita.

La bellezza di tre antenne per la telefonia nel raggio di circa 500 metri. “Tutta salute!” commenta qualcuno che già ha avuto all’orecchio la notizia. Una al campo di calcio del Barco Murialdina, l’altra nel piazzale antistante la piscina comunale e la terza ai giardinetti pubblici di via Monte Cervino.

Tre aree comunali, tutte vicine. Anzi vicinissime. Eppure in data 18 febbraio gli assessori viterbesi, chi d’origine e chi di trasferimento, hanno ritenuto che non ci sia niente su cui riflettere. Hanno approvato una deliberazione di giunta dove si risponde positivamente alla richiesta presentata dalla nota società Vodafone per l’istallazione di tre antenne per la telefonia nei luoghi descritti.

In pratica un’operazione per garantire al quartiere di avere un segnale fortissimo e chiaro. Peccato che esistono serie perplessità sulla bontà per la salute dell’esposizione eccessiva alle onde elettromagnetiche. Fatto sta che l’amministrazione comunale ha dato parere di massima favorevole all’istallazione degli impianti di telefonia, previo ottenimento da parte della richiedente di tutte le autorizzazioni e concessioni edilizie previste dalla legge, nonché parere favorevole dell’Arpa.

Le casse del Comune riceveranno in cambio 11mila euro annue per postazione, per un totale di 33mila euro. A sollevare la questione il consigliere di Forza Italia Claudio Ubertini che ha presentato un’interrogazione, invitando la maggioranza del sindaco Michelini a riflettere sull’opportunità di aprire un dialogo con la società per limitare una simile concentrazione di antenne in un raggio così piccolo.
Il tempo di fare rumore su questa vicenda è adesso, una volta istallate le antenne non potranno più essere tolte.

Tutti i cittadini della zona potrebbero attivarsi in comitato e far sentire la propria voce a chi ha in mano le redini di Palazzo dei Priori ed è chiamato a tutelare il territorio e chi lo abita.

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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