Tre aggressioni in poche ore, quattro agenti finiti in ospedale
Foto carcere Mammagialla
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VITERBO - Carcere di Mammagialla. I sindacati di polizia penitenziaria: "Siamo nessuno e non è accettabile".

VITERBO – Aggressioni agli agenti penitenziari, intervengono Maffettone (Sinappe), Carrano (Uilpa), Bernabucci (Uspp), Tognazzini (Cnpp), Federici (FpCgil), Muzi (Sippe).
“Aggrediti da un detenuto straniero ingestibile, quattro agenti all’ospedale.

Diventa rovente l’estate di Mammagialla per colpa di alcuni detenuti ingestibili dovuti a problemi psichici che li rendono aggressivi e poco inclini al rispetto delle regole penitenziarie.

Ieri sera un caso di un detenuto egiziano, con problemi di autolesionismo continuo, con il suo sangue ha sporcato la maglietta di un agente che per evitare ulteriori gesti già in atto è stato costretto a bloccarlo sulle braccia.

Altro detenuto stamani, che per problemi simili è ancora più aggressivo, per bloccarlo alcuni agenti sono dovuti ricorrere alle cure del pronto soccorso.

Un altro ieri mattina ha tentato un’aggressione a un agente intento a svolgere la battitura delle grate della finestra.

Questi fatti avvengono ogni giorno. Soggetti, sempre stranieri di religione islamica, mandano facilmente imprecazioni nei confronti del personale, anche minacciato del “taglio della gola”.

Il carcere è praticamente diventato ingestibile per colpe ben chiare che riguardano un’amministrazione penitenziaria sempre più lontana dalla realtà e troppo attenta a mantenere situazioni che, purtroppo, non trovano soluzioni solo con il semplice dialogo.

Domani si terrà una riunione al Dap con il capo del Dap Petrella per discutere delle nuove modalità custodiale, seppur già in questi anni sembrano tutti parlarne ma peggiorano le condizioni di gestione. Altri, come il provveditorato che fa accordi interregionali con i vari uffici del garante per lo sportello del detenuto, dove potranno denunciare le loro condizioni detentive. Praticamente il personale di polizia penitenziaria si ritrova tra l’incudine è il martello. È nessuno e questo non è accettabile.

In tutto questo caos Mammagialla sconta anche la distanza di una direzione troppo attenta a sistemare qualche ufficio e non avere alcuna considerazione di chi è chiamato a svolgere servizio dentro le sezioni con tanti detenuti.

Per questi motivi le scriventi sigle esprimono tutta la solidarietà al personale di polizia penitenziaria rimasto coinvolto alle aggressioni di ieri è oggi. Purtroppo sappiamo già che non finirà qui e nel frattempo il direttore è in ferie e il provveditore interregionale non sembra essere interessato ai problemi del carcere della Tuscia.

Già in stato di agitazione da mesi contro la direzione, ribadiamo il tutto e ci riserviamo ulteriori iniziative a tutela della polizia penitenziaria nei prossimi giorni”.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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