Trasversale Orte-Civitavecchia, Rotelli (FdI): "Dal Tar tutto tace"
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ROMA - "A oggi, trascorsi abbondantemente i sessanta giorni previsti per il deposito della sentenza, ancora tutto tace. La Trasversale è un’infrastruttura fondamentale per il nostro territorio, che unirebbe in maniera molto veloce il porto di Civitavecchia con l’A1, l’A12. l’E45, l’Alta velocità, l’Interporto di Orte".

VITERBO – “Era il mese di luglio dello scorso anno quando, con toni entusiasti, abbiamo avuto la notizia dell’arrivo del commissario per la Trasversale Terni-Civitavecchia. Due mesi prima, in un intervento in Commissione, avevo interrogato personalmente la ministra Paola De Micheli, per chiedere l’adozione del “modello ricostruzione Ponte di Genova”, una misura snella per il completamento dell’infrastruttura da lungo tempo attesa da due Regioni, Lazio e Umbria – così il deputato viterbese di Fratelli d’Italia Mauro Rotelli -.

Con l’inserimento dell’opera tra quelle commissariabili, sembrava finalmente a portata di mano la conclusione dell’ultimo tratto che collega Monte Romano a Civitavecchia e, di conseguenza, il completamento di un’arteria di sviluppo prioritario per la Tuscia per i collegamenti economici e turistici che ne derivano.

La nomina, inizialmente prevista per fine settembre 2020, in realtà è arrivata con il dpcm del 17 aprile 2021, in mezzo l’ennesima crisi di governo, che ha designato l’ingegner Ilaria Coppa. Il 26 maggio scorso, nel frattempo, il Tar si è riunito per derimere la controversia sul tracciato che, da anni, blocca l’iter procedurale dell’opera.

A oggi, trascorsi abbondantemente i sessanta giorni previsti per il deposito della sentenza, ancora tutto tace. La Trasversale è un’infrastruttura fondamentale per il nostro territorio, che unirebbe in maniera molto veloce il porto di Civitavecchia con l’A1, l’A12. l’E45, l’Alta velocità, l’Interporto di Orte. I benefici sarebbero notevoli sia dal punto di vista economico che turistico. Dopo decenni di attesa la provincia di Viterbo merita risposte”.

 

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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