Trasversale Orte-Civitavecchia, il commissario straordinario Coppa incontra Unindustria
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VITERBO - "I benefici per lo sviluppo sia sociale che economico sarebbero notevoli, rendendo la provincia di Viterbo maggiormente attrattiva". Così il presidente Unindustria Viterbo Sergio Saggini.

ORTE – “La superstrada Orte – Civitavecchia rimane una delle infrastrutture fondamentali del nostro territorio e il suo completamento è necessario per dare ulteriore slancio alla competitività della regione” dichiara Sergio Saggini, Presidente Unindustria Viterbo.

“L’incontro con il Commissario straordinario Ilaria Coppa, che abbiamo avuto oggi nella nostra sede di Viterbo, è stato un ulteriore conferma di questa necessità. L’autorevolezza e la competenza del Commissario ci rassicurano sul fatto che ci sia la volontà di portare a termine l’opera che, dopo decenni di attesa, unirebbe in maniera molto veloce il porto di Civitavecchia con l’A1, l’A12. l’E45, l’Alta velocità, l’Interporto di Orte. I benefici per lo sviluppo sia sociale che economico sarebbero notevoli, rendendo la provincia di Viterbo maggiormente attrattiva”.

“Siamo da sempre attenti allo sviluppo delle infrastrutture e la Orte – Civitavecchia, per il nostro territorio, è la madre di tutte le infrastrutture’ afferma Cristiano Dionisi, Presidente Unindustria Civitavecchia. ‘Insieme agli investimenti previsti sul porto, la superstrada porterebbe ad una ricaduta di grande rilievo sul Pil della nostra regione, in modo particolare per l’area Nord del Lazio. Oggi abbiamo ribadito al Commissario questa nostra priorità e appoggiamo senza se e senza ma il suo operato. In attesa che il Tar si esprima, auspichiamo che si possa partire al più presto con i cantieri e mettere così la parola fine su un’opera che aspettiamo da troppo tempo”.

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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