Trasversale Orte-Civitavecchia, Belli (Ance): "Infrastruttura fondamentale, va completata al più presto"
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VITERBO - "Nei giorni scorsi c'è stata l'importante sentenza del Tar del Lazio - continua Belli - sul cosiddetto tracciato verde, a cui noi siamo favorevoli al pari di Anas e Regione Lazio. Siamo in attesa di conoscere l'esito di questo pronunciamento".

VITERBO – “La trasversale Orte-Civitavecchia è un’opera fondamentale e strategica per lo sviluppo non solo del territorio ma dell’intero paese e va completata al più presto. Crediamo che questo sia il desiderio prevalente dei cittadini ed è la posizione chiara che Ance sostiene”: queste le parole di Fabio Belli, delegato alle infrastrutture di Ance Viterbo, intervenuto sulla questione dell’importante infrastruttura stradale il cui completamento è atteso da anni e di cui manca soltanto l’ultimo tratto, dallo svincolo di Monte Romano Est all’innesto con l’autostrada tirrenica Tarquinia-Roma.

“Nei giorni scorsi c’è stata l’importante sentenza del Tar del Lazio – continua Belli – sul cosiddetto tracciato verde, a cui noi siamo favorevoli al pari di Anas e Regione Lazio. Siamo in attesa di conoscere l’esito di questo pronunciamento, il cui contenuto può essere decisivo per far ripartire l’iter, procedere alla progettazione definitiva e in tempi rapidi al successivo appalto. Confidiamo che la pubblicazione della sentenza emanata avvenga prima della pausa estiva di agosto”.

Il delegato alle infrastrutture di Ance Viterbo ricorda quindi che “i ricorsi presentati alla giustizia amministrativa nel gennaio 2018 da parte dei soggetti che, ritenendolo dannoso per una serie di motivazioni, sono contrari al tracciato verde hanno determinato un primo stop all’iter. In seguito a varie udienze, un anno più tardi, nel gennaio 2019, il Tar ha demandato il caso alla Corte di Giustizia europea, dal momento che il tracciato interessa anche zone di protezione speciale (ZPS) a carattere comunitario. Nel luglio 2020 la Corte ha inviato in risposta i propri chiarimenti in merito. L’associazione costruttori edili ribadisce ancora una volta l’urgenza di portare a termine la realizzazione dell’infrastruttura, considerata la sua rilevanza non solo per il territorio viterbese ma per l’Italia tutta”.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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