Trasversale, la sfida di Bernini: "Il Governo del cambiamento fermi immediatamente il tracciato verde"
Bernini
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Il Tracciato verde era stato osteggiato duramente da molte associazioni ambientaliste, insieme a cittadini e titolari di aziende agricole e biologiche del territorio.

L’ex deputato del Movimento 5 Stelle Massimiliano Bernini invita il Governo a stoppare “immediatamente” il Tracciato verde della stata 675. La trasversale.

“Il governo del cambiamento – dice Bernini – deve fermare immediatamente questa opera inutile e dannosa per il nostro territorio! È necessario che la lotta e l’impegno profuso in questi anni dai Comitati dei Cittadini, dalle Associazioni Ambientaliste, dagli amministratori locali e dai rappresentanti politici di ogni schiarimento e di ogni livello (anche e soprattutto dal M5S), nella difesa dei Beni Comuni, vengano riconosciute dall’attuale Esecutivo. Insieme a migliaia di Cittadini mi aspetto, per le prossime settimane, azioni concrete come l’interruzione dei lavori e l’apertura immediata di un vero tavolo di confronto fin qui mancato, con i rappresentanti della società civile. Le soluzioni alternative e sostenibili, esistono da sempre; serve solo il coraggio di prenderle in considerazione”.

Il Tracciato era stato osteggiato duramente da molte associazioni ambientaliste, insieme a cittadini e titolari di aziende agricole e biologiche del territorio.

Il Tracciato verde, l’ipotesi ad oggi pronta ad essere realizzata, si snoda circa per 18 chilometri e dopo aver superato Monte Romano si inoltra nella Valle del Vignone dirigendosi verso la costa. Le associazioni hanno più volte ricordato che l’opera interesserebbe un’area protetta da una Direttiva europea per la conservazione della biodiversità.

La proposta alternativa, di percorrere il tracciato viola, è stata invece bocciata perché il costo di realizzazione sarebbe più alto. Così hanno sempre spiegato i favorevoli a tracciato verde.

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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