Trasporto vista Teatro dell'Unione, monta lo scandalo
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Monta lo scandalo dei "fortunati" che hanno potuto vedere il trasporto dal terrazzo dell'Unione. Viterbo Civica scrive una lettera aperta all'amministrazione comunale.

Traporto dal ridotto dell’Unione, Viterbo Civica scrive una lettera aperta al Comune di Viterbo. Se il teatro è soggetto a una serie di lavori di ristrutturazione perché c’erano “spettatori” sul terrazzo dello stesso? Questa la domanda che si pone il movimento civico guidato da Lucio Matteucci.

 

IL TESTO DELLA LETTERA INVIATA AL COMUNE                              

Lettera aperta a Sindaco e Assessori

Signor sindaco, signor assessore alla Cultura e signor assessore ai Lavori Pubblici, la nostra associazione gradirebbe delle spiegazioni circa l’increscioso episodio capitato la sera del trasporto della macchina di Santa Rosa. Come già avvenuto lo scorso anno, sulla balconata del Teatro Unione erano presenti delle persone, che godevano del trasporto da un punto di vista privilegiato.  Chi sono queste persone? Chi le ha fatte entrare? Per quale motivo stavano là, considerando che il teatro Unione è in fase di ristrutturazione? Chi ha firmato per assumersi la responsabilità civile e penale d’aver permesso a dei non addetti ai lavori di entrare in un cantiere?

Una decina di giorni fa la nostra associazione, memore di quando successo lo scorso anno, ha telefonato alla segreteria del sindaco per prenotare un posto al Teatro Unione, secondo la consueta procedura degli anni passati. Ci è stato risposto che non era possibile, perché il Teatro Unione è in questo periodo inagibile per lavori in corso. Per quale motivo ad alcuni cittadini è stato giustamente negato l’accesso in un cantiere, mentre ad altri è stato concesso pure di banchettare nella sala sottostante, così come si vede da numerose foto?

Se come da più parti confermato (un nostro socio ha visto il sindaco trasalire quando si è accorto della gente sul balcone), il Comune non ha dato alcuna autorizzazione per aprire i locali del Teatro, qualcuno dovrà rispondere anche di violazione alle norme di sicurezza di un cantiere.
Attendiamo fiduciosi una vostra risposta

Viterbo Civica

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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