
La festa di Santa Rosa e tutto quello che ci gira intorno è da sempre tema delicato per i viterbesi. La proposta, lanciata da Viterbo Civica, di introdurre un ingresso a offerta per entrare nelle mura e assistere allo spettacolo di “quella sera del tre”, sta spaccando gli animi. Un passo indietro, prima di affrontare l’argomento, va fatto. Esiste infatti una realtà importante, chiamata a vigilare e rinnovare la tradizione del trasporto, che è il Sodalizio dei Facchini.
Al momento dal Sodalizio non si sono espressi sulla proposta lanciata da Viterbo Civica e protocollata a Palazzo dei Priori. Intanto in città e sui social network l’argomento tiene banco. Ieri mattina su Il Messaggero un pezzo d’amministrazione, l’assessore Giacomo Barelli, si è pronunciato – anche se parlando a titolo personale – contrariamente all’idea di un ingresso a offerta.
Da indiscrezioni giunte al nostro giornale sappiamo che il tema verrà illustrato nelle prossime ore a una parte dei vertici del Sodalizio (qualcuno è fuori città in questi giorni). Abbiamo avuto anche indiscrezioni sull’intero progetto protocollato da Viterbo Civica, e che – stando sempre a indiscrezioni – vorrebbe essere trasferito, qualora ce ne fosse la disponibilità, in toto tra le braccia del Sodalizio. In pratica l’ingresso a offerta dovrebbe servire a generare una serie di economie volte all’abbellimento della festività stessa. Un modo, in buona sostanza, per rendere omaggio al riconoscimento come patrimonio immateriale dell’Unesco che il “campanile che cammina” ha ricevuto lo scorso dicembre a Baku.
Cercheremo di fornire ulteriori aggiornamenti e dettagli nelle prossime ore.

















