Trasporto pubblico, a Viterbo un parco mezzi vecchissimo
autobus
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13 anni e 3 mesi, questa l'età media degli autobus circolanti sulle strade della città di Viterbo. Un'anzianità superiore alla media nazionale, e per un pelo non è la più grande anzianità della regione Lazio.

13 anni e 3 mesi, questa l’età media degli autobus che compongono la flotta del trasporto pubblico locale di Viterbo città. Si tratta quasi del parco mezzi più vecchio della Regione Lazio, se non fosse stato per Rieti che ci batte d’un soffio: 13 anni e 4 mesi.

Questi i dati venuti fuori da un’elaborazione del Centro Ricerche Continental Autocarro su dati Aci, che fornisce un prospetto dei dati provinciali. I bus viterbesi sono anche oltre l’età media dei mezzi circolanti in Italia: 12 anni e 2 mesi.

E pensare che della flotta fanno parte anche tre pullman elettrici, acquistati tre anni fa e fermi al palo da un paio di mesi per problemi ai freni. E pensate che l’azienda ha acquistato di recente altri tre autobus, ora in manutenzione, usati.

Un parco mezzi così vecchio si ripercuote sulla sicurezza e sull’impatto ambientale degli autobus. Ce ne sono che hanno anzianità di servizio di due decenni. E quando li metti in moto il fumo da ciminiera si fa notare.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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