
Il morale è altissimo; “alle stelle” per dirlo come Massimo Mecarini. Il presidente del Sodalizio non si “sbottona” più di tanto, ma qualcosa per i lettori de La Fune la racconta. Innanzitutto come è venuta fuori l’idea di allungare il trasporto 2014 su via Marconi. Poi la sorpresa di un macchinario, recuperato dal passato, che aiuterà i facchini a risparmiare energia in un breve tratto del percorso. Poi una serie di altri elementi …
Siete pronti?
“Prontissimi, siamo al lavoro sulle ultime rifiniture. Un lavoro di perfezionamento che stiamo portando avanti con i costruttori e il Comune. Martedì iniziano le cene in piazza con i facchini, lunedì abbiamo la cena tecnica. E’ un momento importante, dove vengono date ai facchini tutte le istruzioni tradizionali e quest’anno anche quelle per affrontare al meglio via Marconi”.
Come nasce l’idea di portare la Macchina su via Marconi?
“Ci è venuto in mente una sera a cena con Antonio Febbraro. Lui è un facchino storico, dal 1949 e nel ’52 era tra quelli che realizzarono il trasporto su via Marconi. In quei giorni era sfumata la possibilità di un trasporto straordinario, alla presenza del Papa, per celebrare il titolo di patrimonio dell’Umanità ottenuto a Baku. Come Sodalizio avevamo di fatto promesso alla città e ai viterbesi qualcosa di speciale proprio per celebrare al meglio quel riconoscimento. E’ così che la cosa speciale che avevamo nel cuore ci è venuta in mente: trasporto su via Marconi, per la seconda e ultima volta della storia della Macchina”.
Ci sono state delle critiche, che ne pensa?
“Criticare ve bene, basta evitare le esagerazioni. Abbiamo deciso di fare questa cosa per l’Unesco, per Viterbo e i viterbesi, ma soprattutto in onore di Santa Rosa”.
Come affronterete questa nuova sfida verso il Sacrario?
“Innanzitutto, scendendo da piazza del Teatro verso piazza della Repubblica, non avremo nessuno davanti. Nè banda, nè politici, nè autorità, nessuno. Soltanto il cordone di sicurezza dei facchini. Arrivati all’altezza del monumento ai facchini effettueremo una girata sul posto, per rimettere la Macchina in posizione, e quindi effettueremo la sosta”.
Di quanto saranno allungati i tempi?
“40 minuti in più. Per questo a San Sisto partiremo alle 21 precise, abbiamo anticipato di 30 minuti tutti gli appuntamenti del pomeriggio (incontro con le autorità e giro delle sette chiese). Abbiamo 40 minuti in più perché l’allungamento del percorso determina, oltre alla sosta a piazza della Repubblica, la doppia sosta a piazza del Teatro”.
Per i facchini si tratta di un bello sforzo aggiuntivo, come vi state preparando?
“Il morale è altissimo, alle stelle. C’è poi una novità interessante, che sveleremo nei prossimi giorni. Si tratta di una struttura meccanica che ci è venuta in mente ispirandoci alla storia del trasporto. Servirà per far risparmiare energie ai facchini durante il ritorno verso piazza del Teatro”.
C’è poi la novità della madrina della Macchina, chi sarà?
Ci siamo mossi a livello nazionale. Per quest’anno abbiamo pensato a una figura attiva nel sociale, ma ci stiamo lavorando.


















