
VITERBO – I biglietti per vedere in sedia o in tribuna il Trasporto della Macchina di Santa Rosa
diventano motivo di scontento e polemiche. Nel mirino il sistema di vendita adottato che rischia di lasciare in piedi molti viterbesi che risiedono in altre città ma ogni anno tornano per vivere la magia della notte del tre settembre.
Nella bufera anche la modalità di vendita scelta, che nella giornata di venerdì ha prodotto lunghe file sbuffanti all’interno dello Spazio Pensilina del Sacrario. Tanto la mattina quanto il pomeriggio.
In buona sostanza Palazzo dei Priori ha deciso di aprire le vendite il 19 agosto solo per i residenti nel capoluogo. Ognuno che si è presentato all’Ufficio Turistico, unico centro preposto alla vendita in questa fase, ha potuto acquistare un massimo di quattro ticket, presentando un documento attestante la propria residenza a Viterbo. Inoltre c’è l’obbligo di mostrare i documenti relativi a ogni biglietto richiesto che è nominativo. Morale della favola se un padre, residente nella città dei papi, avesse un figlio residente altrove non potrebbe acquistare il posto per lui. Ma nella scala delle variabili ce ne sono altre che mostrano la lapalissiana inadeguatezza del criterio scelto: una ragazza viterbese fidanzata con un ragazzo di Vetralla non può acquistare il biglietto anche per lui avendo tre opzioni: sostituire il fidanzato “straniero” con un proprio concittadino, andare da sola, rinunciare. I mal di pancia di questa prima falla non sono stati pochi e hanno trovato sfogo sui social dove la scelta è stata duramente
criticata e messa in discussione.
Ma anche i “fortunati” residenti non hanno avuto vita facile. Due ore e mezza di fila è il tempo medio che gli aspiranti acquirenti di ticket hanno dovuto spendere per portare a casa l’agognato posto a sedere nella giornata di venerdì. Il personale in servizio ha fatto di tutto per rendere più agevole e confortevole la cosa, mantenendo calma e cortesia anche di fronte a una situazione piuttosto imbarazzante. Ma non
potevano fare di più perché l’accordo sottoscritto dal Comune sul servizio prevede l’attivazione di due sole postazioni di vendita. La macchina dei ticket è in buona sostanza andata a sbattere ed è finita al centro di una nuvola di polemiche.
Il 23 agosto apre la vendita dei biglietti rimasti, se saranno rimasti, per tutti e anche via web. Tra chi solleva perplessità su come è stata organizzata la vendita c’è chi si ricorda dell’aspirazione di Viterbo a essere città turistica: “Se facciamo così non avremo mai i turisti. I biglietti dovrebbero essere acquistabili in rete già da marzo, così chi è interessato può pianificare e organizzarsi per tempo”.

















