
Tre settembre 2014 (la mitica notte del trasporto della Macchina di Santa Rosa), ingresso dentro le mura di Viterbo a offerta. E’ l’idea lanciata dal movimento Viterbo Civica, protocollata da diverso tempo a Palazzo dei Priori. Ancora non c’è stata una risposta da parte dell’amministrazione e i membri del movimento hanno intanto deciso di rendere nota la proposta ai cittadini.
L’argomento ha il suo perché. Se la memoria non ci inganna ricordiamo di avere letto che la pratica della raccolta delle offerte era in uso in città anche nei secoli passati. L’informazione, stando a quanto ricordiamo, dovrebbe essere contenuta nel libro ‘Rosa, piccola già santa’, pubblicato qualche anno fa dal giornalista Mauro Galeotti e da Maurizio Pinna. Non si trattava di un’offerta da raccogliere nel giorno del trasporto, ma di un qualcosa che veniva fatto ancora prima dell’intera organizzazione della festa. Una roba tra l’altro che viene fatta in tantissimi paesi d’Italia.
Viterbo Civica “sollecita il vice sindaco Ciambella e l’assessore Delli Iaconi, insieme a tutta l’amministrazione, a rispondere, in senso positivo o negativo in merito alla proposta da tempo sottoposta a Palazzo dei Priori. Siamo in piena estate ma mancano pochi giorni alla festa della santa patrona, mentre si discute dell’opportunità di inserire una tassa di soggiorno e sul bilancio”, scrivono in una nota stampa.
“Qualche tempo fa – continua – abbiamo ufficialmente protocollato in Comune un’idea basata sulla partecipazione attiva di chi affollerà il centro per ammirare la Macchina di Santa Rosa, che siano turisti o viterbesi: raccogliere offerte libere per entrare all’interno delle mura lungo il percorso. Un’idea semplice che permetterà di raccogliere euro a costo zero. Su di una media di 30mila persone che verranno a vedere Fiore del cielo, questa operazione potrebbe far entrare nelle casse del Comune circa 70/80 mila euro. Di questi una parte, circa 10mila euro, andrebbero a coprire la pulizia straordinaria di Viterbo, e il resto potrebbe essere impiegata per la cartellonistica turistica e per altri servizi soprattutto per chi viene ad ammirare la città, durante Santa Rosa e non solo, portando benessere e aiutando l’economia”.
Questa proposta, che prevede anche una serie di dettagli che al momento non vengono svelati, potrebbe effettivamente arricchire e aiutare la festa per la patrona, la prima che si svolgerà dopo il riconoscimento come bene immateriale da parte dell’Unesco. Un bene di tutti i cittadini, un bene di Viterbo.
“Ai perplessi – conclude Viterbo Civica – facciamo una sola domanda: avete mai visto un carnevale, un presepe, una manifestazione in qualsiasi paesino, città o metropoli… senza pagare nulla? Una semplice offerta potrebbe permettere una buona gestione della festa, e magari evitare una tassa di soggiorno turistica che potrebbe affossare ulteriormente le presenze in città”.


















