
VITERBO – “Finita la festa gabbato lo sindaco”. Torna a tenere banco, con la seduta di consiglio straordinario chiesta dalle opposizioni per chiarimenti sull’ultimo tre settembre, il Trasporto delle tensioni.
In sala d’Ercole va in scena il “tiro al sindaco”, accusata delle tensioni e dei disagi dell’ultimo passaggio di Gloria per le vie di Viterbo. La Macchina partita alle 22, la protesta forte del capofacchino Sandro Rossi e dei suoi uomini e tutto quello che ne è conseguito.
Una narrazione della realtà legittima ma strumentale, perché la politica è fatta anche di questa dimensione di gioco tattico con il tentativo continuo di smontare la credibilità dell’altra parte. E’ accaduto mille volte e altre mille accadrà, c’è poco da scandalizzarsi e non servirebbe a nulla. Meglio rimanere lucidi e cercare di raccontare qualcosa di più vicino alla realtà dei fatti.
A differenza di quanto hanno cercato di affermare vari membri dell’opposizione non c’è stata alcuna tensione tra il Sodalizio e il sindaco Frontini. Le parole di Rossi sul palco dell’Unione, con il primo cittadino presente, sono state chiare fin dall’inizio. Il capofacchino ha anche, intelligentemente, definito la sindaca “nostro capofila” sul tavolo del Comitato di Ordine e Sicurezza della Prefettura.
Le parole di Rossi chiaramente erano indirizzate a palazzi ben diversi da Palazzo dei Priori: Prefettura e Questura. Prefetto e questore hanno le competenze specifiche in materia di sicurezza, il prefetto come rappresentante del governo e il questore come responsabile tecnico dell’ordine pubblico. Il sindaco, visto quanto accaduto quest’anno, sarà fondamentale per mediare sull’organizzazione della sicurezza nei prossimi trasporti. Le si potrebbe rimproverare di non averlo fatto quest’anno ma francamente neanche il Sodalizio se l’è sentita e ha preferito rimanere fermo e anzi cercare un alleato in Chiara Frontini per sistemare le cose nel futuro.
Dentro questa partita del Trasporto, questione che rischia di avere riflessi negativi seri sul titolo Unesco della manifestazione, bisognerebbe indossare tutti la stessa maglia giallo blu, fare tesoro di quanto accaduto e spendersi per andare a risolvere le cose. Il “tiro al sindaco” infatti rischia di essere un giochino poco lungimirante, un tantino fastidioso (tirare per la giacchetta il Sodalizio non è una cosa proprio simpatica) e sterile sul piano della trasmutazione del consenso. A cinque anni dal prossimo voto tentare un logoramento di Frontini anche su questo tipo di questioni, a nostro giudizio, appare piuttosto miope.
Affermare che esista una frattura tra Comune e Sodalizio è tra l’altro falso. La prova plastica alla cena dei Facchini dove il sindaco Frontini è stato invitato a salire sul palco da Massimo Mecarini, che in qualità di presidente il Sodalizio lo rappresenta. A onore del vero qualche malumore c’è stato ma tutti, con intelligenza, hanno deciso di andare avanti e il clima esistente è di vicinanza e collaborazione.
E in questa direzione va l’ordine del giorno approvato dalla maggioranza che dà mandato al sindaco di farsi portavoce presso il comitato di ordine e sicurezza di cui fa parte, della necessità di coniugare le norme di sicurezza alla tipicità del Trasporto, che è una festa di popolo e di piazza, connotazione con cui ha ottenuto il riconoscimento Unesco, evitando il ripetersi di quanto accaduto quest’anno in occasione del 3 settembre.
In questo quadro “sparare” sul sindaco è pretestuoso e serve solo a tentare di avvelenare l’opinione pubblica, azione da apprendisti stregoni che di questi tempi fa male a tutti.


















