
SPECIALE SANTA ROSA – Tutto pronto per il Trasporto 2023 della Macchina di Santa Rosa. Stamani la conferenza stampa che da tradizione vede presenti tutte le anime dell’evento. Clima di grande unità e compattezza, tutti d’un sentimento come si usa dire da queste parti.
Ad aprire il valzer degli interventi la sindaca Chiara Frontini: “Questo per la città di Viterbo è il momento più bello dell’anno, la presentazione del Trasporto della Macchina di Santa Rosa”. Il primo cittadino ha incentrato il proprio intervento sui dieci anni del riconoscimento Unesco per la Rete delle Macchina a spalla. Un passaggio rapido sull’ultima uscita di Gloria, “una Macchina molto amata dai viterbesi”. Quindi i ringraziamenti per tutti: dall’ideatore Raffaele Ascenzi, al costruttore Vincenzo Fiorillo, con i figli Mirko e Alessio, la Curia, il Sodalizio, le suore del monastero.
Quindi don Luigi Fabbri, in rappresentanza del vescovo Piazza, che si è soffermato sulla “dimensione religiosa di questo evento identitario. Una festa di popolo”. “Per il vescovo – ha continuato don Luigi – è la prima festa di Santa Rosa, sta vivendo questi giorni con grande emozione e partecipazione. E’ entrato già in pieno nello spirito della festa. Una festa di popolo con tanti linguaggi: liturgico, della devozione popolare, della processione del due settembre, del folklore …”.
Per il presidente della Provincia Alessandro Romoli “una commistione di fede, tradizione e partecipazione. Un patrimonio di tutti”.
Quindi la parola al presidente del Sodalizio Massimo Mecarini che ha sottolineato “il successo strepitoso delle cene in piazza in termini di presenze e incassi, che saranno devoluti in beneficienza”. Quindi un passaggio sull’accordo stipulato in partnership con Enit (Ente Nazionale del Turismo) per la promozione del tre settembre.
Il presidente è poi passato a raccontare le dediche di questo Trasporto: dedicato nella sua interezza ai dieci anni del titolo Unesco e ai 45 di nascita del Sodalizio. Poi le dediche delle girate: ai facchini scomparsi durante l’ultimo anno e a due grandi artisti: Roberto Joppolo e Alessio Paternesi. Parole dolcissime per Paternesi, autore del monumento ai Facchini di piazza della Repubblica: “Quando faremo il giro delle sette chiese ci fermeremo al monumento e faremo un grande applauso per Paternesi. Con la sua arte ci ha fatto un grande regalo”.
Dal numero uno del Sodalizio anche un appello di civiltà rivolto ai viterbesi che si apprestano ad assistere al Trasporto: “Cerchiamo di tenere le piazze più pulite possibile, portatevi una busta e non buttate le cose per terra. Facciamo vedere che siamo una città seria”.
Scambio di sguardi con Ascenzi: “Ci congediamo da Gloria, bellissima Macchina”. E proprio da qui l’occasione per lanciare un appello: “Questa città ha bisogno di un Museo delle Macchine. Bisogna vederle nella loro bellezza. Lancio un appello agli stakeholders. Vale la pena fare questo Museo, collocato in un posto accessibile dal punto di vista turistico”. Infine l’invito ad acquistare le rose in tessuto che tutti potranno trovare al Monastero, il ricavato finanzierà il restauro del chiostro.
Riflettori su Sandro Rossi, il capofacchino. Da lui parole rassicuranti: “I Facchini sono pronti. L’ultima sera delle cene si percepisce l’umore del facchino ed è perfetto. Quest’anno abbiamo dodici facchini nuovi. Tutti condividiamo uno spirito interiore per fare qualcosa per la città, per tutti i viterbesi”. Un passaggio anche sul tema sicurezza: “Ricordo che la Macchina in qualsiasi momento è in grado di fermarsi. Una sicurezza che volevo trasmettere a tutti. Di fronte a qualsiasi problema in pochi secondi vengono attivati i cannocchiali ai quattro lati e la Macchina resta in piedi”. Da lui un omaggio anche a Gloria: “Una Macchina bella pure di giorno, non accade spesso”.
Parla quindi l’ideatore Raffaele Ascenzi, che annuncia nessuna modifica rispetto allo scorso anno. Qualcosa di nuovo però ci sarà ma riguarda la sfera della spiritualità: “Questa Macchina deve essere più bella dentro che fuori, dando una grossa componente spirituale diventa più bella. E’ accaduto che ho parlato con la madre di un ragazzo giovane purtroppo scomparso. Mi ha raccontato che voleva tanto fare il facchino ma non era riuscito. Da qui l’idea di portarlo sulla Macchina attraverso una targhetta stampata con il suo nome. Un’idea che estendo a quanti vorranno ricordare su Gloria un proprio caro scomparso. Basta che ci consegnate una targhetta in plastica di dieci centimetri per tre in sfondo bianco col nome sopra, io e Fiorillo l’attaccheremo sulla Macchina e lì rimarrà per sempre. Le preghiere anche rimarranno dentro la Macchina”.
Vincenzo Fiorillo rassicura sul vento di questi giorni: “Gloria è perfetta, la situazione è sotto controllo. La Macchina è pronta, le previsioni dicono che ci sarà tempo buono”. Anche da lui l’appello a conservare in maniera dignitosa Gloria: “Questa Macchina venga tenuta in un certo modo”. Infine l’annuncio che i Fiorillo regaleranno, per questo ultimo Trasporto, un fazzoletto con lo stemma del Sodalizio. Sono circa 1500 e saranno donati alle persone nelle piazze più calde, da sventolare quando passeranno i Facchini.
Anche il costruttore rassicura sulla sicurezza: “In caso di qualsiasi problema in trenta secondi la Macchina viene saldamente ancorata a terra”.
Suor Francesca Pizzaia rivela il numero di preghiere che il Monastero ha raccolto, nella forma di lettere, e che saranno messe su Gloria. Il numero è impressionante: 50mila.
L’assessore alla Cultura Alfonso Antoniozzi si sofferma sulla candidatura Unesco. Un titolo che ci lancia un messaggio: “Preservate il meccanismo del Trasporto, imparate da questo meccanismo che fa parte della vostra identità. Se vi appoggiate a questo meccanismo voi siete quello che siete. Semo tutti d’un sentimento è il legante di tutto. Per portare a termine questo miracolo dobbiamo mettere da parte i personalismi e questo vale per molte cose nella vita”.


















