Trasporto della Macchina di Santa Rosa, puntare a un 2020 di spiritualità e un 2021 da libro di storia
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VITERBO - La Fune mette sul tavolo del dibattito cittadino la propria idea sul tre settembre, immaginando un progetto su due anni. Un'idea capace di rispettare lo spirito di questo 2020 difficile e al tempo stesso segnare una prospettiva di rinascita forte nel 2021. Puntando a un doppio Trasporto, portando in primavera papa Francesco.

VITERBO – Trasporto della Macchina di Santa Rosa, il tre settembre si avvicina ed è normale assistere al materializzarsi della “fiera delle idee”. La decisione è in capo al Comune di Viterbo e al Sodalizio, custode della tradizione. Su questo non si discute ma visto che legittimamente si è aperto un dibattito La Fune prova a mettere sul tavolo alcuni spunti, che magari potranno essere utili a chi sarà chiamato a prendere una decisione.

Non siamo convinti della logica “si deve fare anche in questo terribile 2020”. Riteniamo infatti che il Trasporto sia un atto di fede che ha nella presenza delle persone lungo le vie della città la sua parte forse più importante. Fare passare la Macchina devozionale senza permettere la presenza di persone, o limitandone fortemente il numero, cosa necessaria nel rispetto delle disposizioni anti Covid-19, riteniamo non abbia molto senso. 

Spendere i soldi necessari, non pochi, per realizzare comunque l’evento senza avere la possibilità che questo svolga la sua, normale, funzione di catalizzatore economico non ci sembra una buona cosa. 

Mettere il Comune nella condizione di fare una spesa non di poco conto in un momento in cui le fragilità a cui fare fronte, anche di sostegno al tessuto sociale cittadino, non mancano ci parrebbe poco opportuno.

L’idea de La Fune per il 3 settembre 2020 guarda alla dimensione spirituale del Trasporto, quella sì salvabile e importante. Un piccolo gruppo di rappresentanza delle autorità civili e religiose potrebbe accompagnare l’uscita straordinaria del corpo della Santa per le vie della città. Naturalmente portato a spalla da una formazione ristrettissima di Facchini. Così ci immaginiamo la notte del 3 settembre più prossima.

Quindi, con la convinzione che tutto sia tornato alla normalità per il 2021, lavorare con impegno a un anno straordinario. Dove costruire una grande festosità e portare a casa risultati forti per Viterbo, come la visita del papa.

Forse non tutti sanno che il pontefice Francesco aveva una nonna, a cui era molto legato, di nome Rosa. Potrebbe essere questo fatto intimo e personale, insieme alla necessità di dare un segnale di rinascita forte per la città di Viterbo, che potrebbe rendere possibile il lavoro di ambasceria presso il Vaticano per concordare un Trasporto straordinario alla presenza di Papa Francesco. Magari da fare in primavera, quando il virus dovrebbe essere stato sconfitto. Quindi il 3 settembre ripetere il Trasporto ordinario.

Quello che immaginiamo è quindi un 2020 senza Trasporto della Macchina di Santa Rosa e un 2021 con due Trasporti: a primavera col papa e a settembre quello ordinario. Un 2021 così strutturato anche per regalare un’uscita di scena di rispetto a una Macchina importante come Gloria.

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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