Trasporto 2020, c'è ancora uno spiraglio per una versione ridotta

VITERBO - Una questione sicuramente molto sentita in città e su cui si accenderà nelle prossime ore notevole interesse.
VITERBO – L’indiscrezione corre da giorni in città, il Trasporto 2020 si considerava una questione chiusa e archiviata e invece esiste un fronte dei possibilisti.
Mercoledì si riunirà in Prefettura la commissione ordine e sicurezza per le decisioni in merito ai festeggiamenti. A quel tavolo si capirà se c’è davvero una qualche speranza di vedere il “sollevate e fermi”. Sarebbero due le opzioni: montaggio della Macchina davanti alla basilica o osare e tentare un mini trasporto.
Una questione sicuramente molto sentita in città e su cui si accenderà nelle prossime ore notevole interesse.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
di Roberto Pomi
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
di Roberto Pomi
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.


















