Trasporto 2019, 1503 posti a sedere solo in piazza del Comune
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VITERBO - Archiviata l'esperienza delle tribune le disposizioni attuali dicono che l'unica piazza dotata di sedute è quella sotto Palazzo dei Priori: 1503 per i più precisi. 

VITERBO – Seduti solo in piazza del Comune, altrove si sta in piedi. Così è stato deciso per il Trasporto 2019, che non sarà ricco di novità particolari e che forse è destinato a passare alla storia come il primo, dopo una lunga serie, senza tribune.

Archiviata quell’esperienza le disposizioni attuali dicono che l’unica piazza dotata di sedute è quella sotto Palazzo dei Priori: 1503 per i più precisi. 

A piazza Fontana Grande e piazza Verdi vige il “tutti in piedi”. Anche se nel primo caso, possiamo scommetterci, sarà eletto a sgabello il monumento della Fontana del Sepale.

Il Tavolo per l’Ordine e la Sicurezza, coordinato dalla Prefettura, ha deciso nei dettagli i funzionamenti di ogni singola piazza.

A Piazza Fontana Grande è prevista la realizzazione di una pedana per 30 disabili e 30. accompagnatori. Rimangono 580 mq per un totale di 1160 persone in piedi. Accessi da via delle Fabbriche e via degli Scalzi. Controllo affidato a due stewards in accordo con gli agenti della
polizia.

In piazza del Comune è stata ideata la seguente situazione: area per pubblico in piedi di 190 mq, massimo 380 persone, lato via Ascenzi. Un primo quadrante: settore A con 164 sedie, settore B con 162, settore C con 253, settore D con 220. Secondo quadrante F con 162, G con 250 (più 48 per i Centri sociali polivalenti), E con 113, H con 131.

Piazza del Teatro ha tre aree in piedi. Una prima zona da 692 mq per 1384 persone, una seconda da 2.210 mq per 4420 persone (davanti teatro) e una terza da 810 mq per 1620 persone su via Fratelli Rosselli. Le tre zone sono divise da barriere antipanico e cordoni di sicurezza. Agli accessi su via Rosselli, San Bonaventura, Marconi e Matteotti saranno effettuati controlli da stewards coordinati da personale della polizia.

 

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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