
A cinque giorni dal trasporto della Macchina di Santa Rosa non c’è più il sito internet, voluto lo scorso anno dal Comune, che lo racconta. Alla faccia del disguido, tirato in ballo da alcuni rappresentanti di Palazzo dei Priori quando è scoppiata la polemica sul dominio scaduto.
Ora il dominio c’è ma il sito no, è off line.
Dietro la storia di questo portale quindi non c’è un “semplice disguido”, come magari si è voluto far credere mistificando la realtà, ma un vero macello.
Tanto che non è visibile e la presenza in rete, dove oggi viaggia davvero il mondo, della principale tradizione viterbese è garantita solo dal Sodalizio dei Facchini (www.facchinidisantarosa.it).
Lo stesso discorso vale anche per la pagina facebook. Quella voluta da Palazzo dei Priori lo scorso anno è praticamente inguardabile. Una gestione dilettantistica di tutto quello che è l’aspetto web della comunicazione della Macchina di Santa Rosa, il tutto nell’era del digitale.
Il tutto nell’anno di Fiore del Cielo a Expo e con il titolo Unesco cucito addosso alla tradizione. Eppure di chiacchiere sull’importanza di programmare, di portare la città nel mondo, di andare oltre le mura in questi due anni ne abbiamo sentite tante. Peccato siano mancati i fatti, peccato siamo stati costretti ad assistere a tristi siparietti come questo del sito internet sulla Macchina off line a cinque giorni dal trasporto.
Così Viterbo non ha futuro, non ha prospettiva. Ha ragione il capofacchino Sandro Rossi quando in conferenza stampa ha detto: “Viterbo dorme, ha dormito per troppo tempo. Se vogliamo cambiare le cose in questa città dobbiamo fare da noi, noi cittadini”.


















