Tragedia Erasmus in Spagna, fra le vittime anche Elisa Scarascia Mugnozza
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Gli Stati Generali La Fune
La studentessa fra le sette vittime italiane dell'incidente era la nipote dello storico rettore dell'Unitus e la figlia dell'attuale direttore del Dibaf viterbese

La tragedia degli studenti Erasmus in Spagna colpisce duramente anche la Tuscia. Fra le sette vittime italiane dell’incidente al bus che da Valencia stava riportando gli studenti a Barcellona, c’è infatti anche Elisa Scarascia Mugnozza, nipote di Gian Tommaso Scarascia Mugnozza, storico direttore dell’Unitus, e figlia di Giuseppe Scarascia Mugnozza, attuale direttore del Dibaf dell’ateneo viterbese.

Anche la giovane Elisa era a bordo del pullman che domenica mattina all’alba si è ribaltato sull’autostrada tra Valencia e Barcellona. Ancora da chiarire le cause dell’incidente, ma pare si sia tratto di un errore umano. Secondo il quotidiano spagnolo La Vanguardia, infatti, l’autista che ha perso il controllo dell’autobus degli studenti Erasmus è indagato per “imprudenza” e per omicidio colposo plurimo. Secondo gli investigatori alla base del sinistro ci sarebbe stato un colpo di sonno, che ha causato la perdita del controllo del mezzo e l’incidente nella quale hanno perso la vita 13 persone, 7 delle quali erano studentesse italiane.

Elisa si era trasferita da Roma alla vicina Spagna per studiare Medicina alla Facultat de Medicina-Hospital Clínic dell’Universitat de Barcelona. Una tragedia assurda che è riuscita ad arrivare anche nel cuore della Tuscia, a centinaia di chilometri di distanza. “La famiglia ha appena saputo che Elisa è tra le ragazze morte nell’incidente in Catalogna. sono disperati. Per me Elisa era come una sorella maggiore, la conoscevo da sempre. Qui siamo tutti disperati”, questo il commento di un’amica di Elisa rilasciato a La Repubblica poco dopo la diffusione della notizia.

Il padre di Elisa, Giuseppe Scarascia Mugnozza, è attualmente il direttore del Dipartimento per l’Innovazione dei sistemi biologici, agroalimentari e forestali (DIBAF) per l’Università della Tuscia. La ragazza era inoltre nipote di Gian Tommaso Scarascia Mugnozza, uno dei fondatori dell’ateneo viterbese e per anni uno dei rettori dello stesso, rimasto negli albi di storia dell’Unitus e scomparso nel 2011. Giuseppe è partito per la Spagna appena appresa la tragica notizia. A lui sono state rivolte le più profonde condoglianze del rettore Alessandro Ruggeri e dello staff dell’università cittadina.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

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