Tragedia di Montalto, a dare l'allarme sarebbe stato il fratellino di cinque anni (salvo per miracolo)
Montalto-Marina
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Una tragedia che ha colpito profondamente tutti e mostrato i rischi anche di un gioco che in molti fanno sulle spiagge. Un gioco che ogni anno negli Stati Uniti fa più vittime degli attacchi degli squali ai bagnanti. 

MONTALTO DI CASTRO – L’intera comunità di Montalto è sconcertata di quanto accaduto ieri sulla spiaggia libera vicino al villaggio California. La morta del 17enne romano, Riccardo Boni, ha sprofondato tutti nella tristezza. Tanto che il Comune ha annullato tutti gli eventi in programma in questi giorni, in segno di rispetto.

Intanto emergono nuovi elementi sulla dinamica dell’accaduto. A dare l’allarme di quanto è accaduto sarebbe stato uno dei due fratellini di Riccardo, che stava giocando con lui sotto quel tunnel che poi è crollato. E proprio il fratellino di cinque anni sarebbe in realtà sopravvissuto per miracolo. Per poco il crollo della sabbia non avrebbe travolto e imprigionato anche lui. Secondo quanto ricostruito sarebbe stato lui a raggiungere il padre e a dare l’allarme. Così l’uomo, dopo un attimo di incredulità, si sarebbe precipitato sul posto ma c’è voluto del tempo per individuare la buca, nel frattempo completamente coperta, e iniziare a scavare.

Quaranta minuti circa che non hanno lasciato scampo al 17enne. Ma comunque, anche dopo pochi minuti, sarebbe stato difficile trovarlo in vita. Il ragazzo si trovava a Montalto con la famiglia, residente a Roma nel quartiere Trieste, sembrerebbe in camper. Una tragedia che ha colpito profondamente tutti e mostrato i rischi anche di un gioco che in molti fanno sulle spiagge. Un gioco che ogni anno negli Stati Uniti fa più vittime degli attacchi degli squali ai bagnanti.

 

 

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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