Tragedia a Marta, muore a 30 anni Luca Aluisi
Aluisi
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La salma del giovane è attualmente a disposizione dell’autorità giudiziaria: sarà il magistrato a decidere se disporre o meno l’autopsia per chiarire le cause del decesso. Dal Comune rendono noto che, nel giorno dei funerali, sarà proclamato il lutto cittadino.

MARTA – Una mattina di dolore ha scosso oggi la comunità di Marta: è venuto a mancare improvvisamente Luca Aluisi, 30 anni, colto da un malore che non gli ha lasciato scampo.

Secondo le prime ricostruzioni, il giovane si sarebbe sentito male nella sua abitazione. I familiari hanno immediatamente allertato i soccorsi, ma ogni tentativo di rianimazione si è rivelato inutile. I sanitari del 118, giunti sul posto, non hanno potuto far altro che constatare il decesso.

Figlio di Marco Aluisi, agente di polizia locale in servizio a Viterbo, Luca era molto conosciuto in paese sia per il suo lavoro da operaio, sia per la sua passione calcistica. Promessa del calcio dilettantistico, era stato recentemente ingaggiato dall’Asd Castell’Azzara come centrocampista, dopo aver militato nelle scorse stagioni con la squadra del Marta in seconda categoria laziale.

Il sindaco di Marta, Maurizio Lacchini, ha espresso a nome dell’intera comunità la vicinanza alla famiglia. La salma del giovane è attualmente a disposizione dell’autorità giudiziaria: sarà il magistrato a decidere se disporre o meno l’autopsia per chiarire le cause del decesso. Dal Comune rendono noto che, nel giorno dei funerali, sarà proclamato il lutto cittadino.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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