Tragedia a Barbarano, 80enne muore schiacciato dal trattore
carabinieri
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BARBARANO ROMANO - Subito sono arrivati sul posto i vigili del fuoco, i sanitari del 118 e i carabinieri. I vigili del fuoco l'hanno liberato velocemente ma non c'è stato nulla da fare. I carabinieri hanno provveduto a effettuare i rilievi del caso utili per accertare la dinamica dell'accaduto. 

BARBARANO ROMANO – 80enne perde la vita finendo incastrato sotto al trattore. E’ successo questa mattina a Barbarano Romano. 

L’uomo era al lavoro su un suo terreno nei pressi dell’abitazione. In un punto in pendenza ci sarebbe stato un cedimento ed è precipitato con il mezzo pesante in un dirupo sottostante. Nella caduta il mezzo sarebbe finito sopra l’anziano, schiacciandolo. 

Subito sono arrivati sul posto i vigili del fuoco, i sanitari del 118 e i carabinieri. I vigili del fuoco l’hanno liberato velocemente ma non c’è stato nulla da fare. I carabinieri hanno provveduto a effettuare i rilievi del caso utili per accertare la dinamica dell’accaduto. 

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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