
Aumento delle tasse e (finta?) riduzione dei costi dell’amministrazione. Sono questi i punti di maggior interesse collettivo della nota a firma del coordinatore dell’Unione comunale del Partito Democratico Stefano Calcagnini. Una nota scritta per scomunicare il capogruppo dello stesso partito Francesco Serra, reo di aver messo in piazza il suo pensiero critico nei confronti dell’Amministrazione. Nella nota Calcagnini dopo aver “censurato” Serra ha infatti riconfermato “la piena fiducia” in Michelini e nella sua squadra. Calcagnini poi ha messo nero su bianco il programma di queste settimane: “la riduzione del numero degli assessori in giunta tanto necessaria quanto indispensabile anche e soprattutto alla luce degli inevitabili sacrifici che saremo costretti a chiedere ai cittadini di Viterbo”.
Questa frase è da leggere bene. Innanzitutto partiamo dall’informazione: gli assessori attuali sono 9 e costano come 7, perché Michelini ha ridotto le immunità degli stessi ridistribuendo le risorse. Quindi riducendo nel prossimo e certo rimpasto, come si vocifera, gli assessori da 9 a 7 non si abbasserà il costo per la comunità e non potrà funzionare, come pensa l’Unione comunale, come compensazione per gli “inevitabili sacrifici che saremo costretti a chiedere ai cittadini” (aka tasse) a meno che non si decida che costino come 5. Ma questo non è stato spiegato.


















