Tra i due (Pd) litiganti il terzo gode
HARAKIRI.PD
Gli Stati Generali La Fune
Sembrava impossibile ma è successo. Il Pd della Città di Viterbo, che ben si era comportato alle nazionali e regionali del 4 marzo scorso, ha deciso di fare harakiri alle amministrative del 10 giugno.

Sembrava impossibile ma è successo. Il Pd della Città di Viterbo, che ben si era comportato alle nazionali e regionali del 4 marzo scorso, ha deciso di fare harakiri alle amministrative del 10 giugno.

Infatti in una lotta fratricida tra Ciambella e Serra, i due candidati che si sono divisi equamente (alla fine sono risultati 20 voti in più per Serra ) il bottino elettorale del Pd. 10,88 % per uno e 10,94 % per l’altro.

Il risultato è che alla fine tra questi due Pd – litiganti chi ha goduto di questo grande favore è Chiara Frontini che, con un ottimo risultato personale, ha messo la freccia e li ha sorpassati per andarsi a giocare il ballottaggio con il Giovanni Arena. Dalla spaccatura del Pd è schizzata fuori la Frontini con il 17, 56 % di voti

Ora voci di corridoio danno per scontato che sia la Ciambella che Serra potrebbero dare una mano alla medesima, ma se così fosse rinuncerebbero a quattro seggi che spetterebbero loro in caso di vittoria di Arena. 

C’è da aspettarsi di tutto ma anche questa scelta risulterebbe da masochisti della politica e un ulteriore harakiri politico incomprensibile e fuori da ogni logica. Attendiamo gli sviluppi del ballottaggio consapevoli che non ci saranno apparentamenti espliciti da nessuna delle due parti, per quelli sotterranei e autolesionisti c’è spazio e tempo.

 

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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