Tra i consulenti di Nuove Terre anche un docente UniTus
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Anche un docente dell'Unitus fra i collaboratori al progetto "Nuove Terre", cinque cortometraggi firmati da Francesca Comencini sul riscatto sociale nell'agricoltura, presentato pochi giorni fa all'Expo di Milano.

Presentato all’Expo di Milano, l’Orto dei Ragazzi è un racconto che racchiude varie storie personali di riscatto che ruotano intorno all’agricoltura sociale. Un cortometraggio per la regia di Francesca Comencini, presentato al convegno “Agrcoltura sociale e Microcredito” organizzato dal ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali (Mipaaf) e dall’Ente Nazionale per il Microcredito. Il filmato fa parte del progetto, finanziato dal Mipaaf, “Nuove Terre”, ovvero cinque cortometraggi di Francesca Comencini, che hanno come filo conduttore l’agricoltura sociale, tema intorno al quale ruota il convegno, promosso da Andrea Olivero, viceministro delle Politiche agricole alimentari e forestali e sostenitore della legge nazionale sull’agricoltura, approvata in via definitiva lo scorso 5 agosto.

Per realizzare il progetto ci si è avvalsi della collaborazione di vari ricercatori e professionisti del settore, tra i quali spicca il nome di Saverio Senni, docente dell’Università della Tuscia, che ha collaborato proprio al cortometraggio “L’Orto dei Ragazzi”.

”Ho cercato, in questo progetto sull’agricoltura sostenibile, di mettere a fuoco le persone, le loro storie, le loro facce, le loro mani – spiega la regista – “Sono nuovi agricoltori che, attraverso esperienze diverse, sono approdati, per scelta o necessità, in modo tardivo o inatteso, al lavoro antico e faticoso dell’agricoltura. Dei cinque documentari realizzati abbiamo scelto di proiettare questo, perché rappresenta una realtà che accoglie e include, attraverso la formazione e il lavoro agricolo, rifugiati e migranti sbarcati in Italia da terre di guerra e di morte, e ci è sembrato, dato il momento storico, il più attuale e urgente. In questo piccolo documentario la parola è data a loro, nessuna parla, o inveisce, in loro nome. Le loro storie dicono tutto. Basta ascoltare”, sottolinea la Comencini.

”In questo progetto multimediale – dichiarano Francesco Castaldo e Giovanni Madonna della Madcast – abbiamo raccontato in circa dieci, quindici minuti, delle storie personali di riscatto che ruotano intorno all’agricoltura sociale. Il lavoro, frutto di un’attenta selezione tra innumerevoli testimonianze raccolte sul campo da un gruppo di lavoro coordinato del professor Saverio Senni dell’Università della Tuscia, è nato con l’obiettivo di divulgare i temi della sostenibilità sociale, della cultura della legalità e dell’educazione ambientale e alimentare, temi questi in linea con la filosofia che ha ispirato questa edizione dell’Expo”.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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