

ACQUAPENDENTE – Una giuria attenta e un pubblico emozionato hanno decretato il verdetto più atteso dell’anno: il gruppo Torre San Marco si aggiudica la vittoria dell’edizione 2026 dei Pugnaloni di Acquapendente. L’opera, nata dallo splendido bozzetto firmato da Dorella Colonnelli, ha convinto gli esperti superando la concorrenza degli altri storici gruppi in una sfida artistica di altissimo livello. Al secondo posto si è classificato il Centro Porta della Ripa, seguito sul terzo gradino del podio dal gruppo Barbarossa.
L’evento ha registrato un successo straordinario grazie alla perfetta organizzazione della Pro Loco, che ha lavorato in stretta e sinergica collaborazione con il Comune di Acquapendente per garantire una macchina logistica e promozionale impeccabile, capace di accogliere al meglio le migliaia di visitatori giunti in città. La giuria ha motivato il primo premio a Torre San Marco evidenziando la “realizzazione tecnica eccellente degli elementi floreali e architettonici”. Gli esperti sono rimasti colpiti dal forte impatto scenico dell’opera e, in modo particolare, dalla straordinaria “capacità dell’opera di rompere il piano di osservazione, rivolgendosi al pubblico in modo diretto e coinvolgente”. Un’evoluzione visiva che ha saputo trasformare i tradizionali mosaici di petali e foglie in un’esperienza tridimensionale e immersiva.
L’intera competizione ha celebrato la grande vivacità artistica della città. Il secondo posto del Centro Porta della Ripa ha esaltato il talento del bozzettista Flavio Boggi, autore di un’opera che ha brillato per passione e maestria tecnica. Ottimo piazzamento anche per il Barbarossa, che ha conquistato il terzo posto grazie al prezioso bozzetto di Walter Tagliaferri, coronando così il lunghissimo lavoro di ricerca e composizione svolto dal gruppo durante le tradizionali notti insonni di fine primavera.
Con l’archivio dell’edizione 2026 che va in stampa, Acquapendente rinnova il legame profondo con la sua storia e la devozione alla Madonna del Fiore. Dietro il podio e i voti resta il valore collettivo di una tradizione che unisce generazioni diverse nel nome dell’arte floreale.
©MaurizioDiGiovancarloTusciaFotografia























