Torre di piazza del Comune, progetto bloccato ma i viterbesi pagano le rate del mutuo di ristrutturazione
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VITERBO - Purtroppo le rate del mutuo sono l'unica cosa che va avanti come un treno, inesorabili. Fermi al palo invece i lavori. Tutto questo perché a mutuo acceso è sopraggiunto un blocco.

VITERBO – Torre di piazza del Comune, i viterbesi stanno pagando un mutuo per la ristrutturazione che non c’è. 

L’idea di aprire ai turisti la torre di piazza del Plebiscito, così da permettere uno sguardo dall’alto sul centro storico, è arrivata a Palazzo dei Priori – se non commettiamo errori di memoria – in era Michelini. Ci sembra di ricordare che i primi a parlarne furono i civici di Filippo Rossi (Viva Viterbo). Nel 2019, ad amministrazione Michelini ormai tramontata e con nel cielo il nuovo “sole” Giovanni arena, divenne cavallo di battaglia del Movimento Cinque Stelle locale. 

Infatti fu proprio Massimo Erbetti, succeduto in consiglio per i pentastellati a Gianluca De Dominicis, a presentare un emendamento (correva l’anno 2019) per finanziare la ristrutturazione. A seguito della decisione Palazzo dei Priori attivò un mutuo che il Comune sta regolarmente pagando e i cui costi sono coperti con una quota percentuale della tassa di soggiorno. 

Purtroppo le rate del mutuo sono l’unica cosa che va avanti come un treno, inesorabili. Fermi al palo invece i lavori. Tutto questo perché a mutuo acceso è sopraggiunto un blocco. Si tratta dello spazio al piano terra della torre, un’ex edicola che dovrebbe essere adibita a biglietteria ma non è nelle disponibilità del Comune. Erano state avviate le procedure per l’acquisto ma nessuno ha mai messo mano alla tesoreria per affrontare la spesa. Così tutto il progetto si è arenato, tranne il pagamento del mutuo ovviamente. 

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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